Martedì, 11 Agosto, 2020

Pensioni e riforme. Le ultime novità ad oggi 23 settembre 2016

Domani Italicum e confronto tra Governi Renzi e Sindacati quali conseguenze potrebbero avere per novità per le pensioni Domani Italicum e confronto tra Governi Renzi e Sindacati quali conseguenze potrebbero avere per novità per le pensioni
Evangelisti Maggiorino | 23 Settembre, 2016, 16:15

Quattordicesima mensilità: durante l'incontro tra i Sindacati ed il Governo si era raggiunto l'accordo sull'erogazione nel corso del 2017 di una mensilità in più per favorire le categorie di pensionati più svantaggiate, in primis si era deciso di estendere il provvedimento a tutti i pensionati che percepivano meno di 750 euro lordi mensili, ma negli ultimi giorni il governo ha fatto sapere che è stato aumentato il numero degli interessati, attualmente potevano beneficiare della quattordicesima tutti coloro che percepivano una pensione fino a 750 euro al mese, ora invece rientrano anche tutti i pensionati che percepiscono una pensione fino a 1.000 € mensili.

"Il ministro Poletti ha dichiarato che occorrono alcuni approfondimenti sul tema delle pensioni prima dell'incontro del 27 settembre con i sindacati".

L'anticipo sarà gratuito per i disoccupati e i lavoratori in condizioni disagiate e la rata di ammortamento dovrebbe essere azzerata per le pensioni che arrivano a 1.200 euro netti. L'Onorevole Damiano ritiene che l'ottava salvaguardia sarà quella definitiva ed è indispensabile. Ma a chi conviene veramente approfittare dell'Ape per la pensione anticipata? Il Presidente Damiano ha ricordato che ci sono alcuni punti critici della riforma.

Non c'è solo Ape e quattordicisima sul tavolo delle trattative, c'è anche il blocco della speranza di vita, il bonus dei lavoratori precoci, la ricongiunzione dei contributi, la perequazione delle pensioni e la questione dei lavoratori precoci. Si tratta di un vero e proprio "prestito", da ripagare con trattenute sul proprio cedolino pensione, che permetterà a chi avrà compiuto i 63 anni di poter richiedere un anticipo pensionistico fino a 3 anni e sette mesi rispetto alla prima data disponibile di accesso alla pensione prevista dalla legge Fornero del 2011. L'onere dell'operazione è a carico del lavoratore che per ogni anno di anticipo dovrà farsi carico di una penalizzazione del 5-6% (per arrivare anche al 20-25% di penalizzazione con l'anticipo massimo di 3 anni e 7 mesi). L'Ape, infatti, consente l'uscita anticipata dal lavoro a fronte di un prestito contratto con un ente di credito: la pensione anticipata, in questo modo, rischia di comportare per chi ne volesse usufruire dei sacrifici difficilmente sopportabili che scoraggerebbero il ricorso alla stessa. L'Ape verrà introdotta, per il momento, in via sperimentale per i prossimi due anni ma sarà valida per tutti i lavoratori, dipendenti e autonomi.

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