Venerdì, 14 Agosto, 2020

Mattarella, Moro non era un conservatore

Mattarella, Moro non era un conservatore Mattarella, Moro non era un conservatore
Evangelisti Maggiorino | 23 Settembre, 2016, 16:09

"Ricordiamo oggi a cento anni di distanza la nascita di un grande statista italiano".

"Dovere e possibilità della democrazia è interpretare la società".

È quanto affermato da Emiliano nella seduta straordinaria di ieri del Consiglio Regionale per celebrare il Centenario dalla nascita di Aldo Moro. Renato Moro, ordinario di Storia Contemporanea all'Università degli Studi Roma Tre, il Capo dello Stato ha pronunciato un discorso. Per il presidente della Repubblica, Moro era animato da "una forte spinta alla innovazione: nel sistema politico, nella definizione di nuove opportunità nella società, con la stagione delle riforme". Proprio per questo gli appariva irrinunciabile l'esigenza dell'ascolto, il bisogno di intendere la complessità dei problemi e delle vicende. "Per lui immutabilità avrebbe significato compiere una rinuncia, la rinuncia ad una splendida funzione che passerebbe ad altri". Vedere Moro costruttore di pace che parla di solidarietà e di cooperazione, perché così si costruisce la pace, e non solo con la repressione: "credo che questi valori di solidarietà, pace, giustizia e dignità, la centralità dell'uomo - quella frase: "Ogni uomo è un universo" - legano indissolubilmente Moro alla nostra cultura cattolica". "Scelta che comportava il dovere delle istituzioni di farsene attente ascoltatrici".

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