Giovedi, 19 Luglio, 2018

Dall'Italia alla jihad, non solo Fatima Spunta un nuovo foreign fighter

Isis da giardiniere in Irpinia a miliziano in Siria Dall'Italia alla jihad, non solo Fatima Spunta un nuovo foreign fighter
Evangelisti Maggiorino | 22 Settembre, 2016, 13:00

Nel processo a carico di Maria Giulia Sergio, detta Fatima, la ragazza del Vallo di Lauro tra le fila dell'Isis, spunta un altro presunto jihadista. Dalle indagini condotte dalla Digos e coordinate dal pm Paola Pirotta e dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli è emerso che, negli ultimi mesi del 2014, un aspirante mujahidin marocchino che abitava Avellino ha lasciato l'Italia e ha raggiunto i territori del Califfato, dopo aver attraversato il confine turco. A parlarne, nell'udienza di ieri mattina, è stata Cristina Villa, funzionario della sezione antiterrorismo della Digos, sentita nel processo che vede Maria Giulia Sergio, il marito Aldo Kobuzi, il padre Sergio Sergio e altre due persone imputate per terrorismo internazionale.

Sul giovane, partito dall'Irpinia, stanno indagando gli inquirenti. "Dalla Libia non deve arrivare nessuno, l'Isis è anche in Libia, combattete là, questi sono gli ordini", diceva, il primo gennaio 2015, uno dei 'facilitatori' a un libico che voleva entrare in Siria. In tutto sono 22 i numeri telefonici di fiancheggiatori dell'Isis tenuti sotto controllo dagli inquirenti milanesi. Poi, anche la voce di un libico che dava indicazioni ad un bosniaco su una sorta di 'controinformazione' da usare per compiere attentati in Libia: far circolare via web liste di obiettivi per poi andare a colpire altri luoghi.

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