Martedì, 26 Gennaio, 2021

Fi, Brunetta: Salvini nostro alleato storico, Parisi sia più umile

Stefano Parisi prova a intestarsi la leadership del centrodestra ma subito lo ridimensionano Stefano Parisi
Evangelisti Maggiorino | 22 Settembre, 2016, 08:23

"Se qualcuno pensa che il futuro della Lega sia quello di un piccolo partito servo di qualcun altro, di Berlusconi o di Forza Italia, ha sbagliato", ha dichiarato il giovane segretario.

Per ciò che riguarda invece il rapporto con Forza Italia Salvini parla della necessità di costruire insieme un programma comune e condiviso "con un cantiere da aprire al più presto per l'individuazione di punti programmatici comuni che comunque non potranno prescindere dalla lotta all'immigrazione clandestina, dalla flat tax uguale per tutti e dalla messa in discussione dei vincoli e dagli accordi europei".

"Se Parisi ci aiuta a far vincere il 'no' al referendum, braccia aperte". Il tentativo di Parisi di rigenerare il centrodestra, di dare una scossa a una comunità depressa, di riportare l'entusiasmo del '94, sta irritando i leghisti ma sta provocando parecchie tensioni anche in Forza Italia. Questa linea trova il pieno sostegno del cosiddetto gruppo nordista di Forza Italia, capeggiato dal Governatore ligure Giovanni Toti. Salvini vorrebbe trattare solo con Berlusconi, che per impedimenti giudiziari e per l'età non può candidarsi a premier, per tagliare la strada ad altri possibili candidati alla guida dell'alleanza, ma probabilmente si rende conto che una coalizione capeggiata da Salvini non sarebbe in grado di allargare l'area del consenso elettorale. A cominciare dal ruolo di Stefano Parisi. Non basta dire che in vicinanza delle elezioni si trova un qualche accordo con Salvini. Tiepido segnale arriva anche da Stefano Parisi: "La posizione di Salvini è radicale, è naturale che dentro una coalizione ci siano posizioni radicali e posizione più moderate, poi sta a come si armonizzano".

Matteo Salvini ha lanciato la sua sfida a Silvio Berlusconi e Stefano Parisi. Come è emerso anche nel corso di una riunione preparatoria con i coordinatori regionali che si è tenuta questo pomeriggio a palazzo Grazioli. Al netto delle rispettive posizioni, appare difficile immaginare che entrambi possano correre da soli. Sarà lui che dovrà dimostrare di non essere, dopo i vari Passera, Monti, Montezemolo, un altro di questi personaggi meteora, ma anzi essere un personaggio destinato a fare qualcosa di importante. E poi è buon amico di Putin, che - se salta il trattato TTIP Europa-Stati Uniti (Transatlantic Trade and Investment Partnership) - ha buone offerte energetiche e commerciali da offrire ai singoli paesi europei, facendo leva sui loro problemi economici, che l'Europa divisa non riesce a risolvere...

Parisi dice di più e si prepara così a svolgere una missione un po' diversa, rimodulata come richiesto da Berlusconi. Per questo se ne infischiano dell'ennesima investitura calata dall'alto di Arcore ed hanno disertato la kermesse meneghina lasciando che la platea si popolasse solo grazie agli amministratori forzaitalioti e agli alfaniani pentiti, ammirevoli per come hanno applaudito con nonchalance ai propositi "rottamatori" dell'ex ad Fastweb.

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