Mercoledì, 21 Ottobre, 2020

Tutte le idee di Trump e Cliton su difesa, sicurezza e Putin

Il candidato repubblicano alle presidenziali americane Donald Trump Il candidato repubblicano alle presidenziali americane Donald Trump
Evangelisti Maggiorino | 16 Settembre, 2016, 01:21

Un altro passaggio a vuoto, o un altro gancio ben assestato avrà pensato Trump, è quello sulle donne nell'esercito. Contro il miliardario newyorchese si è scagliato anche il candidato Democratico alla vice-presidenza, Tim Kaine, durante un discorso in North Carolina.

Si sgonfierebbero i consensi per il candidato della destra libertaria Gary Johnson, fermo al 7%, quando nelle scorse settimane s'ipotizzava un avvicinamento alla soglia del 15%, quella minima prevista dal Comitato Elettorale Nazionale per inserire un candidato nei dibattiti televisivi per le presidenziali, cosa che avrebbe certamente svantaggiato Trump, che si sarebbe ritrovato uno sfidante nel suo stesso campo. È una sorta di "primo maggio" tutto americano che ogni quattro anni assume un valore molto particolare.

La questione dell'ingerenza russa viene utilizzata e ingigantita da Hillary Clinton e i suoi sostenitori principalmente per promuovere le credenziali da "falco" in materia di politica estera e sicurezza nazionale della candidata Democratica.

La Clinton ha ricordato di aver guidato la diplomazia americana e ha asserito di non avere alcuna intenzione di inviare truppe in Siria e in Iraq: "Dobbiamo lavorare per favorire maggior collaborazione tra Europa e Medio Oriente" in termini di intelligence. Gli Stati Uniti allaccerebbero ottime relazioni con il Cremlino, cambiando il copione della palese ostilità reciproca, manifestata da Obama e Putin anche di recente al G20 di Hangzhou.

Clinton ha ribadito che il suo voto come senatore a favore della guerra in Iraq è stato un errore da cui imparare, ma ha sottolineato che il suo rivale, pur avendo sostenuto anche lui quell'azione, "rifiuta di assumersene la responsabilità". "Hillary insulta milioni di americani", ha twittato il capo della campagna di Trump, Kellyanne Conway, usando l'hashtag #desperate. "Ho molta esperienza nel gestire materiale top secret", si è difesa dicendo che nessuna della posta elettronica spedita o ricevuta aveva all'epoca come titolo le parole top secret, secret o confidenziale. Davanti a loro c'era un pubblico composto da ex personale militare e reduci di guerra, un bacino elettorale tradizionalmente repubblicano e cruciale per vincere Stati come la Virginia.

È sempre più velenosa la campagna per la corsa alla Casa Bianca.

Nelle stesse ore Hillary Clinton ha invece preferito usare l'arma della minaccia 'straniera' contro la sua candidatura.

Nuove dichiarazioni sono arrivate oggi da Clinton che, nel corso di una conferenza stampa dall'aeroporto di White Plains, nello stato di New York, ha commentato di nuovo i commenti che Trump ha rivolto al presidente russo, definendole "spaventose".

Altre Notizie