Giovedi, 19 Settembre, 2019

Confindustria rivede al ribasso le stime del Pil. A luglio record debito

Padoan calo tasse è pilastro Governo Padoan calo tasse è pilastro Governo
Esposti Saturniano | 15 Settembre, 2016, 14:22

ROMA - Il centro studi di Confindustria stima una variazione del pil italiano di +0,7% quest'anno e di +0,5% nel 2017. I dati sull'evoluzione del pil dal 2000 a oggi mostrano come "prima, durante e dopo la Grande Recessione (in Italia più intensa e più lunga) si è accumulato un distacco molto ampio" con altri Paesi Ue.

"Ai ritmi attuali di incremento del prodotto, l'appuntamento con i livelli lasciati nel 2007 e' rinviato al 2028 mentre non verrà mai riagguantato il sentiero di crescita che si sarebbe avuto proseguendo con il passo precedente, pur lento". E nel 2017, sebbene già del tutto insoddisfacente (+0,5), non è scontata e va conquistata.

"Le stime dovrebbero essere diverse e migliori di quelle del Csc sia per il 2016 che per il 2017", ha detto Padoan in un intervento a viale dell'Astronomia, precisando che le nuove stime del governo saranno contenute nella Nota di aggiornamento al Def che sarà approvata la prossima settimana dal Cdm.

Una doccia fredda su una discussione rovente, con gli attacchi delle opposizioni su una politica economica del Governo che Grillo non ha esitato a bollare con #Renzifail: sono i numeri di Confindustria sul malato Italia, soffocato dal debito pubblico - a luglio segna un nuovo record 2.252,2 mld, rileva oggi Bankitalia - e da una crescita che non decolla.

Peggiora anche lo scenario anche per il rapporto debito/pil che è atteso in crescita al 133,3% quest'anno e al 134% il prossimo dal 132,6% del 2015. Nel 2016 la crescita era data a +0,8% mentre oggi è a +0,7%.

Attualmente il tasso di disoccupazione oscilla intorno all'11,6% da circa un anno (11,4% a luglio).

Nonostante una crescita del Pil piatta l'occupazione salirà dell'1% nel 2016 e dello 0,5% nel 2017. "Nel 2017 scenderà all'11,2%".

Secondo il rapporto del Centro studi di Confindustria, è "un quindicennio perduto" quello che il Paese si lascia alle spalle in termini di avanzamento economico.

Riforme sono la molla, ciascuno faccia la propria parte "Con le riforme si stanno creando le condizioni perche' gli imprenditori possano esprimere il loro potenziale, le riforme sono come una molla, ma perche' scatti la molla e' necessario che ciascuno, governo e imprese, faccia la propria parte" è stato il messaggio rivolto agli imprenditori avvertendo che "i limiti sono stretti" e che la Legge di Bilancio sara' dedicata a investimenti, competitivita', produttivita', riduzione delle tasse e sara' rivolta al futuro. "Quasi i quattro quindi degli oltre 426mila posti di lavoro aggiuntivi creati dall'inizio del 2015 a metà 2016 sono con contratti a tempo indeterminato". Prima del Jobs Act erano solo il 20%.

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