Domenica, 15 Settembre, 2019

A mondo serve cibo e stop povertà, trasformare agricoltura

Contadini al lavoro Contadini al lavoro
Esposti Saturniano | 15 Settembre, 2016, 04:28

La mappa presentata dall'Ifad spiega che sono Bolivia, Colombia, Ecuador, Messico e Uruguay ad aver ridotto la disparità di reddito di chi vive nelle aree rurali; in Cina, India. "Ed è una sfida determinante anche per noi", perché "riguarda la capacità di governare i cambiamenti climatici e migrazioni e ridurre i conflitti". Secondo Gentiloni nei Paesi in via di sviluppo "non ci si può affidare solo all'urbanizzazione, altrimenti si possono creare nuovi squilibri, nuove povertà". "Lo sviluppo e l'uscita della povertá nelle aree rurali - ha concluso - è una prospettiva irrinunciabile". Lo ha detto oggi a Roma Paolo Gentiloni, ministro degli Affari esteri, che ha ospitato alla Farnesina la presentazione ufficiale del Rapporto 2016 sullo sviluppo agricolo dell'Ifad, il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo.

Entro il 2050 il mondo ha bisogno di produrre il 60% in più di cibo, e tre quarti delle 800 milioni di persone che vivono in estrema povertà si trovano in aree rurali, due circostanze che rendono necessaria una trasformazione dell'agricoltura nei paesi in via di sviluppo. Nel mondo, si legge, 2,5 miliardi di persone dipendono da piccole aziende agricole che producono l'80% del cibo consumato in Asia e Africa subsahariana. L'Italia può dare il suo contributo in tanti modi: attraverso il ministero degli Esteri, dell'Economia e la sua Cooperazione allo sviluppo, ma anche attraverso la partecipazione attiva del sistema economico italiano, che può far valere il suo know-how in settori legati strettamente ai processi di trasformazione dell'agricoltura.

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