Lunedi, 24 Giugno, 2019

Derivati, danno erariale da 4 miliardi

Derivati, danno erariale da 4 miliardi Derivati, danno erariale da 4 miliardi
Esposti Saturniano | 14 Settembre, 2016, 21:37

Lo riferisce una fonte giudiziaria, precisando che la procura regionale per il Lazio della Corte dei Conti ha inviato una contestazione a Cannata, al predecessore Vincenzo La Via e agli ex direttori generali del Tesoro Domenico Siniscalco e Vittorio Grilli. E costretto lo Stato a chiudere in fretta e furia contratti con Morgan Stanley in perdita per tre miliardi di euro tra dicembre 2011 e gennaio 2012.

Secondo il Tesoro, la posizione con Morgan Stanley era unica e non esistono altri accordi che contemplino simili clausole di estinzione complessiva. Quella clausola (in gergo Ate, Additional termination events), invece, una volta attivata, imponeva alla Stato di chiudere tutta l'esposizione verso quella banca dall'oggi al domani.

E tra il 2011 e il 2012, nel pieno della crisi, con gli spread alle stelle, Morgan Stanley chiese proprio l'attivazione di quella clausola. E il governo Monti ha obbedito senza batter ciglio, sborsando 3,1 miliardi di euro.

Per di più alcuni dei contratti derivati stipulati dal Tesoro avevano in sé alcune "caratteristiche speculative", scrive Repubblica, vietate ad un investitore pubblico (che, cioè, investe i soldi dei cittadini).

La procura della Corte dei Conti ha contestato nell'ambito di un'indagine sui derivati un danno erariale complessivo di 4,1 miliardi di euro a Morgan Stanley oltre che al direttore del debito pubblico del Tesoro, Maria Cannata, e a tre ex responsabili del dipartimento. Come se pur di veder collocati i propri titoli di debito, il Tesoro avesse dovuto concedere alcuni privilegi alle sue controparti finanziarie. Di tutto questo ne dovranno ora rispondere i convocati.

I danni stimati ammontano a 4,1 miliardi, perché ai 3,1 miliardi restituiti si sommano gli interessi sul finanziamento aperto per sopperire al fabbisogno generato dalle operazioni di chiusura (725 milioni) e sui flussi negativi generati dalle swaption (277 milioni).

Altre Notizie