Mercoledì, 17 Luglio, 2019

Torino: blitz contro gli anarchici della FAI, 7 arresti

TERRORISMO      Arrestati anarchici del Fai al Nord per 3 ordigni esplosi tra 2006 e 2007 
      06 Settembre 2016 TERRORISMO Arrestati anarchici del Fai al Nord per 3 ordigni esplosi tra 2006 e 2007 06 Settembre 2016
Evangelisti Maggiorino | 14 Settembre, 2016, 18:56

I sette arrestati e gli otto indagati sono tutti accusati di essere responsabili di una cinquantina di attentati compiuti negli ultimi 13 anni, tra i quali quelli alla scuola allievi carabinieri di Fossano, al quartiere Crocetta di Torino, a Sergio Cofferati e Sergio Chiamparino, all'epoca dei fatti sindaci rispettivamente di Bologna e Torino. Le bombe, in entrambi i casi, erano programmati per esplodere a breve distanza l'uno dall'altro e avevano "il preciso obiettivo di uccidere" le forze dell'ordine, il personale sanitario, i vigili del fuoco e i cittadini eventualmente intervenuti sul posto. Le accuse sono di associazione con finalità di terrorismo.

Oltre trenta perquisizioni in varie regioni - L'operazione "scripta manent" trae origine dal procedimento penale instaurato presso la Procura della Repubblica di Torino a seguito del ferimento di Roberto Adinolfi, amministratore delegato dell'Ansaldo Nucleare, per mano di appartenenti al cosiddetto "Nucleo Olga", espressione del cartello eversivo Fai-federazione anarchica informale. L'associazione eversiva ipotizzata è connotata da una complessa organizzazione, priva di una stabile struttura di tipo tradizionale, votata alla lotta armata contro le cd. All'operazione hanno dato il loro contributo operativo la Digos di Pescara, Roma e Viterbo. Tra i destinatari (Anna Beniamino nata a Sanremo nel '70; Alfredo Cospito nato a Pescara nel '67; Nicola Gai, nata a Torino nel '77; Alessandro Mercogliano del '73 di Nola; Danilo Emiliano Cremonese, nato a Manoppello nel '76 e Valentina Speziale nata a Pescara nel '77) anche Marco Bisesti, classe '83, molto conosciuto a Pontecorvo, sebbene da anni lavori ormai a Roma, nel mondo dello spettacolo. Come espressamente affermato nel programma criminoso stilato dai 'soci fondatori', ricostruito dagli investigatori attraverso l'analisi documentale di numerosi scritti, le azioni erano finalizzate a realizzare la "distruzione dello Stato e del capitale" portando l'attacco alle strutture del "dominio".

Anche due anarchici genovesi sono stati perquisiti, pur non essendo indagati. A muoversi sono state polizia di stato, coordinamento antiterrorismo e DIGOS. Nei loro confronti, sostengono gli investigatori, è stato riscontrato il "grave pericolo di inquinamento probatorio".

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