Mercoledì, 17 Luglio, 2019

Truffa a clienti Poste Italiane tra Emilia e Lazio, 7 arresti

Ripulivano le librette. Scoperta truffa a clienti di Poste Italiane da 500.000 euro. 7 arresti Truffa a clienti Poste Italiane tra Emilia e Lazio, 7 arresti
Evangelisti Maggiorino | 14 Settembre, 2016, 17:42

- Avvalendosi della complicita' di funzionari postali 'infedeli' truffavano ignari clienti di Poste Italiane e poi ne riciclavano i proventi illeciti.

Gli arrestati sono tutti italiani ritenuti appartenenti a un'organizzazione criminale, che operava tra le regioni di Emilia Romagna e Lazio: avevano messo in piedi un sistema per frodare i clienti di Poste Italiane e riciclare le somme di denaro sottratto. Le indagini, coordinate dalla procura della Repubblica di Bologna, sono iniziate nel settembre 2014 a partire dall'arresto di un incensurato 50enne bolognese, accusato di riciclare denaro sottratto a persone titolari di libretti e conti correnti. Il gruppo, secondo la ricostruzione degli investigatori, modificava i registri relativi ai rapporti finanziari delle vittime, prelevava le giacenze le trasferiva su libretti di risparmio postali "clonati". Grazie alla collaborazione dell'ufficio fraud management delle poste "è stato possibile passare ai raggi x la movimentazione di denaro, e trovare le prove del coinvolgimento dei due dipendenti negli uffici di Formigine e di Fontenuova, in provincia di Roma, e dei loro 'collaboratori'". Infine, i soldi del rapporto 'clone' venivano liquidati "attraverso l'emissione di altri strumenti finanziari per importi più bassi (soprattutto vaglia) destinati ai molteplici complici reclutati allo scopo", che poi incassavano i contanti in altri uffici postali. Ai domiciliari anche un 69enne calabrese ed un 45enne reggiano, padre e figlio, che sfruttando le informazioni dei due consulenti provvedevano a monetizzare le somme illecitamente sottratte attraverso una rete di complici sul territorio.

Il modus operandi dell'organizzazione risultava particolarmente sofisticato e si differenziava a seconda del tipo di prodotto oggetto di interesse (libretti di deposito, buoni postali fruttiferi, emissione di assegni clonati).

- incasso per contanti dei predetti vaglia presso altri e diversi Uffici Postali con riciclaggio delle somme sottratte.

I ruoli all'interno dell'organizzazione criminale erano ben definiti. Il responsabile del reclutamento dei funzionari infedeli era un 42enne romano pregiudicato, mentre altri due pregiudicati romani, un 50enne e un 63enne, erano gli esecutori materiali delle frodi.

Nel dettaglio i consulenti, dietro la promessa "di un lauto compenso, provvedevano ad accedere ai sistemi informatici di poste italiane per individuare i rapporti dei clienti più facoltosi, con particolare riguardo ai titolari di libretti postali o buoni postali fruttiferi datati, emessi in lire".

Poste Italiane, nel corso delle verifiche ed in via cautelare, ha provveduto alla immediata rimozione dall'incarico di una gran parte del personale: almeno 5 dipendenti della filiale modenese.

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