Domenica, 22 Settembre, 2019

La spettacolare aurora di Giove — NASA

Esposti Saturniano | 14 Settembre, 2016, 11:08

L'aurora australe fotografata da JIRAM nell'infrarosso il 27 agosto, durante il primo flyby a strumenti accesi della sonda Juno. Juno si spinge fino a 4mila chilometri dal pianeta, ben dieci volte più vicina della Pioneer 11 del 1974, subendo un bombardamento di scariche e radiazioni mai subìto prima da una sonda.

Juno ha eseguito con successo la sua prima raccolta dati con i suoi giri intorno a Giove e da queste già sono state fatte scoperte sensazionali e uniche, mai osservate prima. "Il nostro strumento ha rilevato le emissioni tipiche delle particelle energetiche che generano le enormi aurore che circondano il polo nord di Giove".

Le immagini ravvicinate sono state scattate mentre la sonda sfrecciava alla velocità di oltre 200mila chilometri orari e mostrano per la prima volta le aurore meridionali del pianeta. "Adesso proveremo a capire da dove provengano gli elettroni che le hanno generate". "Si tratta di un'ulteriore conferma della capacità dei team italiani sia scientifici che industriali di realizzare questo tipo di strumentazione, che è di fondamentale importanza per l'esplorazione del nostro sistema solare". Il video è composto da 580 immagini raccolte in un periodo di circa 9 ore in cui Giove compie quasi una rotazione completa sul proprio asse. Ci vengono presentate le due unità che compongono la fotocamera dello spettometro: quella inferiore, in scala di colore rosso, che permette di mappare l'emissione termica del pianeta a lunghezze d'onda intorno a 4,8 micron; e quella superiore, in scala di colore blu, che consente di mappare le aurore a lunghezze d'onda intorno a 3,45 micron.

Il Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper) è finanziato dall'Agenzia spaziale italiana ed è stato realizzato da Leonardo-Finmeccanica e operato sotto la responsabilità scientifica dell'Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali (IAPS) dell'INAF.

Scopo di Juno è anche quello di analizzare le caratteristiche di Giove, un pianeta gigante. che può aiutare ad approfondire le origini del sistema solare e ad analizzare quelle dei sistemi planetari che man mano si vanno scoprendo intorno ad altre stelle, con particolare riferimento agli esopianeti di massa simile a Giove. Oltre al cuore italiano Jiram, l'altro componente italiano di Juno è KaT (Ka-Band Translator) progettato dall'università Sapienza di Roma, realizzato da Thales Alenia Space Italia (società Thales/Leonardo-Finmeccanica) sempre con il supporto di Asi. Italiano anche il sensore d'assetto Autonomous Star Tracker, realizzato da Leonardo-Finmeccanica.

Mai la sonda si era avvicinata così tanto al pianeta - la manovra di inserimento orbitale del 5 luglio, infatti, era stata eseguita 460 chilometri più in quota - e mai si riporterà a distanze così ravvicinate nell'arco della sua missione, eccezion fatta per quando, a Febbraio 2018, si tufferà in picchiata nell'atmosfera.

Altre Notizie