Sabato, 20 Luglio, 2019

Hajj, alta tensione tra Arabia Saudita e Iran: "sauditi maledetti"

Islam al via il pellegrinaggio alla Mecca ma senza iraniani Hajj, alta tensione tra Arabia Saudita e Iran: "sauditi maledetti"
Machelli Zaccheo | 12 Settembre, 2016, 11:53

Il pellegrinaggio alla Mecca, almeno una volta nella vita, è uno dei cinque "pilastri" dell'Islam, ossia degli obblighi che un buon musulmano deve rispettare.

Dopo la tragedia dell'anno scorso in cui morirono nella calca migliaia di pellegrini, tra cui oltre 460 iraniani, e le accuse di "incompetenza", disorganizzazione e malafede da parte degli ayatollah ai vertici sauditi, è stato un crescendo di contrasti tra i due Paesi fino alla rottura delle relazioni diplomatiche e alla decisione di Teheran - in maggio - di non partecipare al pellegrinaggio sacro alla Mecca.

Grandi assenti, per la prima volta in quasi trent'anni, i pellegrini iraniani. L'Iran è il paese che ha subito più perdite con 464 fedeli deceduti.

Al Azhar, la più importante istituzione dell'Islam sunnita, si è schierata con i sauditi, dichiarando che la gestione dei luoghi sacri è sempre stata di competenza locale e che ogni novità rischia di causare scontri confessionali. Riad ha rafforzato la sicurezza: 100mila gli agenti schierati. "Sono seguaci dei magi" con riferimento alla religione zoroastriana dei persiani.

Il pellegrinaggio negli ultimi anni sta assumendo la forma di una sorta di guerra diplomatica politico-culturale tra l'Arabia Saudita, a maggioranza sunnita e l'Iran, a maggioranza sciita. Gli sceicchi finanziano milizie jihadiste sunnite tra Siria e Iraq, mentre gli ayatollah inviano reparti delle Guardie rivoluzionarie per combatterle, alleandosi a volte con la Russia e a volte perfino con gli Stati Uniti. I riti religiosi del pellegrinaggio Hajj, tuttavia, possono essere completati in cinque giorni.

A riattizzare nei giorni scorsi il fuoco mai spento la Guida suprema iraniana Ali Khamenei.

La polemica è continuata con un intervento altrettanto sostenuto da parte del ministro iraniano degli Esteri, Javad Zarif, che ha messo in evidenza le profonde differenze fra "l'islam degli iraniani e della maggior parte dei musulmani, rispetto all'estremismo fanatico" del mondo wahhabita (saudita). A partire dal 2013 il regno saudita ha deciso di monitorare il numero dei partecipanti al pellegrinaggio, fissando la partecipazione di un pellegrino per ogni mille abitanti, almeno per quanto riguarda i Paesi musulmani. Lo stesso pellegrinaggio a La Mecca compiuto in altri mesi dell'anno prende il nome di umra. Dopo la strage, ha detto, i musulmani nel mondo devono trovare una soluzione per la gestione delle due città sante di Medina e Mecca, per porre fine ai problemi creati dai sauditi.

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