Giovedi, 06 Agosto, 2020

Galaxy Note 7: Samsung blocca la vendita perché a rischio esplosione

Galaxy Note 7: Samsung blocca la vendita perché a rischio esplosione Galaxy Note 7: Samsung blocca la vendita perché a rischio esplosione
Acerboni Ferdinando | 12 Settembre, 2016, 01:24

"Nelle prossime settimane sostituiremo tutti i dispositivi Galaxy Note 7 che sono stati venduti nel frattempo con unità del tutto nuove".

Sempre il funzionario di Samsung ha aggiunto "i prodotti che hanno installata una batteria difettosa contano per meno dello 0,1% dell'intero volume venduto".

Ecco tutto quello che c'è da sapere sulle caratteristiche e sulla disponibilità del nuovo Galaxy Note 7. La sicurezza e la soddisfazione dei nostri clienti è la priorità assoluta di Samsung. Lo smartphone non è ancora in vendita in Italia e la sua uscita nel nostro Paese è stata rimandata.

Il Presidente della Divisione Mobile di Samsung, Dong-Jin Koh, ha annunciato ieri i dati ufficiali dell'azienda relativi ai guasti accidentali capitati al terminale. In una nota ufficiale rilasciata dalla stessa azienda sudcoreana si legge: "Siamo consapevoli che questo possa causare degli inconvenienti sul mercato, ma quest'azione è necessaria affinché possiamo continuare a garantire la distribuzione di prodotti di altissima qualità". Vedremo dunque come questa vicenda si concluderà e soprattutto se Samsung riuscirà in breve tempo a risolvere i suoi problemi, la cui natura al momento è ignota, sebbene qualcuno come abbia detto all'inizio pensa possa essere legata al problema delle esplosioni delle batterie del nuovo dispositivo avvenute in Corea Del Sud. Attualmente Samsung è il maggiore produttore di smartphone a livello mondiale e la mossa di far uscire in anticipo il Galaxy note 7 si è rivelata un flop, a cinque giorni dalla presentazione del nuovo iPhone 7 fissata per il 7 settembre.

Il Galaxy Note 7 è già stato messo in commercio in territorio sudcoreano a partire dal 19 agosto con una media attuale di oltre 400mila modelli venduti, mentre in Italia il prezzo di listino stabilito prima dell'inconveniente suddetto era stato definito sugli 879 euro.

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