Martedì, 15 Ottobre, 2019

Facebook elimina la foto della "bimba del napalm", accuse a Zuckerberg

Facebook elimina la foto della Facebook elimina la foto della "bimba del napalm", accuse a Zuckerberg
Acerboni Ferdinando | 10 Settembre, 2016, 14:53

A seguito della cancellazione della fotografia, in Norvegia è iniziata una vera e propria protesta: il primo ministro Erna Solberg ha condiviso l'immagine sul proprio sito, accompagnandola da una didascalia in cui afferma che "Facebook sbaglia a censurare tali immagini". Come ogni azienda però, anche il social network dell'ultimo decennio ha le sue regole sulla nudità e la foto storica di Kim Phuc, bambina bruciata dal Napalm durante la guerra in Vietnam che fugge assieme ad altri bambini, viene rimossa dalla bacheca dello scrittore norvegese Tom Egeland. Nel post 'censuratò Egeland parlava delle "sette foto che hanno cambiato la narrazione della guerra".

"Saranno rimosse eventuali fotografie di persone che mostrano genitali completamente nudi o glutei, o seni femminili completamente nudi" ha notificato Facebook al giornale prima della cancellazione. La foto è stata cosi cancellata dal server del social network e l'utente che l'aveva condivisa è stato bloccato.

E ancora: "Sebbene io sia il direttore del più grande giornale norvegese devo constatare che Lei restringe e limita lo spazio entro il quale posso esercitare la mia responsabilità editoriale...penso che lei stia abusando del suo potere, difficile credere che lo faccia consapevolmente". "Il mondo ha bisogno di compagnie d'informazione, ma anche piattaforme tecnologiche, come la nostra, e noi prendiamo molto sul serio il nostro ruolo", ha detto Zuckerberg a Roma il mese scorso. Fra le varie opinioni anche quella di Emily Bell, direttrice del Tow Centre per il giornalismo digitale alla Columbia University, che scriveva in un tweet: "Non importa se Facebook non crede di essere una media company, ne assolve in tutto e per tutto le funzioni".

Hansen rimprovera a Facebook di non saper "distinguere tra pornografia pedofila e una famosa foto di guerra, e una mancanza di volontà di dare spazio a liberi giudizi". A quel punto il quotidiano norvegese si è visto recapitare l'invito di Facebook a cancellare o rendere irriconoscibile la foto dalle sue edizioni online. "Cio' contribuisce a frenare la liberta' d'espressione". Le nostre soluzioni non sempre sono perfette, ma continueremo a cercare di migliorare le nostre policies e il modo con cui vengono applicate.

"Cerchiamo di trovare il giusto equilibrio tra il permettere alle persone di esprimersi, pur mantenendo una sicurezza e un rispetto per la nostra esperienza e la comunità globale", ha ufficializzato Facebook nella dichiarazione. "Un'immagine di un bambino nudo, normalmente, violerebbe - spiega una nota del colosso statunitense - i nostri community standard, e in alcuni Paesi potrebbe addirittura essere considerata un'immagine pedopornografica".

Per tutta risposta, il vice presidente e direttore di Ap, Paul Colford, ha precisato che "The Associated Press è orgogliosa della foto di Nick Ut e riconosce il suo impatto storico e ci riserviamo il diritto di questa potente immagine".

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