Domenica, 22 Settembre, 2019

Audi gialla, fermato il presunto autista: è un albanese di 36 anni

Audi gialla, fermato il presunto autista: è un albanese di 36 anni Audi gialla, fermato il presunto autista: è un albanese di 36 anni
Esposti Saturniano | 09 Settembre, 2016, 16:48

Sarebbe lui l'autista dell'Audi Gialla che otto mesi fa scatenò il terrore sulle strade ed autostrade del nordest, con fughe ad altissima velocità ed in contromano. La sua corsa è finita al confine tra Albania e Grecia, dove su richietsa dei carabienieri è stato catturato Rama Vasil, 36 anni, albanese.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Venezia, hanno così portato all'arresto di Vasil Rama, che è stato bloccato tramite il servizio di cooperazione internazionale del Ministero dell'Interno e con la collaborazione della polizia ellenica.

L'uomo è un albanese di 36 anni che, guidando sempre a velocità pazzesche e compiendo manovre folli, era sempre riuscito a sfuggire alle forze dell'ordine, contando sulla notevole potenza del veicolo, rubato a Milano il 26 dicembre 2015.

Gli vengono contestate la ricettazione dell'auto, resistenza a pubblico ufficiale e furto aggravato per due raid in abitazioni a San Donà. Il trentaseienne era latitante dal 2011, quando era stato colpito da misura coercitiva emessa dall'Agenzia delle Entrate di Bolzano per gravi reati associativi contro il patrimonio. L'uomo si sentiva ormai braccato dalle forze dell'ordine italiane e aveva deciso di fuggire.

Il presidente della regione Veneto Luca Zaia ha ringraziato le forze dell'ordine per l'operazione ma aggiunge anche un velo di polemica, come riporta 'Il Giornale': "Si pensi cosa potrebbero fare i nostri tutori dell'ordine se un giorno, oltre che sulla loro bravura, potranno contare anche su mezzi e uomini corrispondenti alla vastità della battaglia che combattono quotidianamente".

La "caccia" all'Audi gialla si era conclusa il 25 gennaio, quando a Olmè di Fonte (Treviso) era stata trovata la carcassa bruciata della vettura, ma non si era conclusa l'inchiesta per identificare i componenti della banda. Nonostante ciò si spostava tra l'Italia e i Paesi confinanti, tra cui la Francia, usando identità fittizie certificate da documenti falsificati.

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