Mercoledì, 19 Giugno, 2019

Nel secondo trimestre -29% contratti stabili, aumentano i licenziamenti

Nel secondo trimestre -29% contratti stabili, aumentano i licenziamenti Nel secondo trimestre -29% contratti stabili, aumentano i licenziamenti
Esposti Saturniano | 09 Settembre, 2016, 14:09

Secondo i dati pubblicati sul sito del ministero del Lavoro e relativi al Sistema delle comunicazioni obbligatorie, nel trimestre analizzato si sono registrate 2.197.862 cessazioni di rapporti di lavoro, 1.094.788 hanno interessato uomini e 1.103.074 hanno riguardato donne. Rispetto allo stesso periodo del 2015 le conclusioni contrattuali si sono ridotte di circa 312 mila unità, pari al 12,4%. La dinamica degli avviamenti per tipologia di contratto evidenzia una riduzione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato (-29,4%) e dei contratti di collaborazione (-25,4%), scendono anche gli avviamenti a tempo determinato (-8,7%) in misura maggiore per la componente femminile (-15,2%) meno per quella maschile (-2,4%). In particolare sono aumentati i licenziamenti (+7,4% sul secondo trimestre 2015). Sono invece diminuite le chiusure di contratto dovute alla cessazione dell'attività del datore di lavoro (-10,3%).

Pensione più difficile per le donne: -47%
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Sarcastici i commenti delle opposizioni.

"Ministero #Lavoro: nel secondo trimestre del 2016 aumentano i licenziamenti, +7,4%. #JobsAct dei miei stivali @matteorenzi @PolettiGiuliano".

Altro che riforma del lavoro. Infatti, nel secondo trimestre 2016, si registrano 84.334 trasformazioni: 62.705 da tempo determinato a tempo indeterminato e 21.629 da apprendistato a tempo Indeterminato. "Lo ha detto Roberto Calderoli, vice presidente del Senato e responsabile Organizzazione e Territorio della Lega Nord". Crescita zero, contratti in diminuzione, licenziamenti in aumento. Ma a lui non interessa evidentemente fare provvedimenti validi per la gente comune, che si trova in difficoltà: gli basta aver approvato provvedimenti salvabanche di amici e partito, e di avere l'adesione interessata di Marchionne e John Elkan, in una parola della grande industria.

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