Venerdì, 19 Luglio, 2019

Referendum: Boschi, non si vota su di me ma per il Paese

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Evangelisti Maggiorino | 04 Settembre, 2016, 11:35

"Il percorso di riforme non è cominciato il 22 febbraio 2014, ma il 22 aprile 2013 quando il Presidente Giorgio Napolitano, in Parlamento, ha tenuto il suo discorso dando disponibilità a un secondo mandato, con un intervento molto netto e molto forte, in cui in modo puntuale richiamò tutte le componenti politiche" e mise i parlamentari davanti alle inconcludenze degli anni precedenti, ha commentato il ministro Boschi. Ricordiamo però alla ministra che dalla Festa dell'Unità di Firenze sono stati banditi i partigiani perché avrebbero espresso le ragioni del no. La nostra città deve sempre distinguersi in negativo. "Boschi siamo con te", hanno scandito provocatoriamente i manifestanti e lei ha replicato dicendo: "Vi chiediamo di ascoltare come si fa in democrazia".

Il ministro non ha nascosto le difficoltà: "Di ostacoli ne abbiamo incontrati parecchi, sia al di fuori, con Forza Italia e Lega che hanno cambiato la propria linea sul referendum per motivi politici e sia all'interno, grazie ad esponenti che per visibilità politica si sono espressi diversamente". I presenti favorevoli al sì al referendum hanno urlato "fuori, fuori" ai manifestanti. "Questa riforma non è del Pd o del governo ma del Paese, se ha voglia di dire sì al cambiamento". Parola poi al segretario regionale Alessandro Alfieri, che ha lodato l'impegno dei volontari anche nel mobilitarsi per esporre ai cittadini le ragioni del "sì".

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