Lunedi, 22 Luglio, 2019

Troppa plastica dentro pesci e frutti di mare, la denuncia di Greenpeace

Troppa plastica dentro pesci e frutti di mare, la denuncia di Greenpeace Troppa plastica dentro pesci e frutti di mare, la denuncia di Greenpeace
Acerboni Ferdinando | 31 Agosto, 2016, 07:02

E' l'allarme lanciato da Greenpeace nel nuovo rapporto "La plastica nel piatto, dal pesce ai frutti di mare". Sono sempre più frequenti le immagini di animali intrappolati in vari tipi di reti e imballaggi che finiscono in acqua e ci restano o delle interiora di pesci e uccelli piene di piccoli frammenti colorati. Una conferma viene oggi dal rapporto tecnico "Plastics in Seafood - full technical review of the occurrence, fate and effects of microplastics in fish and shellfish", realizzato da Kathryn Miller, David Santillo e Paul Johnston dei Greenpeace Research Laboratories, che sottolinea: "Sempre più plastica viene ingerita dagli organismi marini e può risalire la catena alimentare fino ad arrivare nei nostri piatti". "Un bando alla produzione di microsfere è, per il Governo e il Parlamento, la via più semplice per dimostrare attenzione agli effetti dell'inquinamento del mare e ai relativi rischi per la salute umana anche se è solo un primo passo per affrontare il gravissimo problema della plastica nei nostri oceani" - afferma Giorgia Monti, responsabile Campagna Mare di Greenpeace Italia. Su iniziativa dell'associazione Marevivo è stata infatti già presentata una proposta di legge.

"Servono subito regole stringenti" - Purtroppo, ha osservato l'associazione, "non ci sono ancora ricerche sufficienti a definire con certezza gli impatti sulla salute umana". Un recente studio condotto su 121 esemplari di pesci del Mediterraneo centrale, tra cui specie commerciali come il pesce spada, il tonno rosso e tonno alalunga, ha identificato la presenza di frammenti di plastica nel 18,2 per cento dei campioni analizzati.

Ma perché le microplastiche sono così dannose?

Greenpeace spiega che una volta arrivate al mare, le microplastiche possono sia assorbire che cedere sostanze tossiche ed è dimostrato che vengono ingerite da numerosi organismi: pesci, crostacei, molluschi. Nel frattempo noi possiamo fare a meno di acquistare dentifrici, scrub e altri prodotti che contengano microplastiche. "Un caso a parte sono le microsfere: minuscole sfere di plastica prodotte apposta per essere usate in numerosi prodotti domestici, come cosmetici e altri prodotti per l'igiene personale".

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