Sabato, 20 Luglio, 2019

Scoperto il gene di chi ama il caffè

Scoperto il gene di chi ama il caffè Scoperto il gene di chi ama il caffè
Acerboni Ferdinando | 27 Agosto, 2016, 19:24

Ma se davanti a una tazzina non siamo tutti uguali è 'colpa' del Dna. Per capirci di piu', un team internazionale di scienziati ha deciso di andare a indagare proprio nella patria della tazzina, l'Italia.

La scoperta arriva da uno studio delle università di Edimburgo e Trieste, insieme all'Istituto pediatrico Burlo Garofolo e dell'olandese Erasmus Medical Center. Italiani anche i volontari che sono stati messi sotto osservazione dai ricercatori: 843 di sei comuni del Friuli Venezia Giulia e 370 del paese di Calantino, in provincia di Foggia.

Nel nostro codice genetico, ed in particolare nel gene chiamato PDSS2, è infatti scritto se riusciamo a bere più o meno caffè: le persone che possiedono una variante genetica tendono a bere una minore quantità di caffè a causa del fatto che questo gene fa diminuire la capacità delle cellule di metabolizzazione della caffeina, non facendo percepire nell'immediato il bisogno di bere caffè.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Nature, ha analizzato le risposte a un questionario che comprendeva anche una domanda su quante tazzine di caffè venivano bevute ogni giorno da ciascuno dei partecipanti. Il team ha scoperto che le persone con la variante genetica in PDSS2 tendevano a consumarne meno, rispetto alle persone senza variante. L'effetto è stato mediamente pari a circa una tazza di caffè in meno al giorno. Lo studio e' stato replicato su un gruppo di 1.731 persone dei Paesi Bassi e i risultati sono stati simili. Questo, ipotizzano gli esperti, potrebbe dovuto ai diversi 'stili' di caffè che caratterizzano i due Paesi. In Italia la tazzina di espresso, in Olanda la tazza che contiene in generale piu' caffeina.

L'attuale studio segue il precedente lavoro dei ricercatori, che avevano identificato i geni collegati all'abitudine di bere caffè, e avevano studiato i meccanismi biologici del metabolismo della caffeina. Ricerche ulteriori dovranno infine chiarire il meccanismo che mette in relazione il gene PDSS2 con il consumo di caffè.

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