Giovedi, 05 Dicembre, 2019

Terremoto, Slow Food: Un anno di amatriciana per la ricostruzione

Un piatto di Amatriciana per aiutare Terremoto, Slow Food: Un anno di amatriciana per la ricostruzione
Evangelisti Maggiorino | 26 Agosto, 2016, 20:24

Oggi arriva una nuova proposta: "Un piatto di Amatriciana per aiutare" lanciata dal food blogger e grafico Paolo Campana su Faceook che è stata ampliata e rilanciata dal fondatore e presidente di Slow Food Carlo Petrini: pasta amatriciana per un anno nella carta dei menu di tutti i ristoranti del mondo, per una donazione duratura di 2 euro per ogni piatto che contribuisca alla ricostruzione del comune reatino distrutto dal sisma.

A Carmiano di Pontedellolio una bella iniziativa nel week end: sabato e domenica a Carmiano la parrocchia presso gli spazi del circolo Anspi organizza una festa per salutare l'estate. Cucina tipica piacentina e musica.

Un futuro per Amatrice.

"In tutto il mondo, attraverso questo piatto simbolo della storia gastronomica di Amatrice, speriamo di poter diffondere anche i valori di solidarieta' e condivisione propri della cultura contadina da cui nasce", spiega Carlo Petrini, presidente di Terra Madre e Slow Food. Speriamo in questo modo -ha affermato- che l'attenzione non svanisca e vada oltre l'onda emotiva del momento: superiamo l'emergenza e iniziamo già da oggi la ricostruzione. Chi ha vissuto questo dramma deve poter ritrovare la normalità il prima possibile, i fondi destinati devono essere durevoli e la raccolta costante. E ai clienti chiediamo di sceglierlo.

A poche ore dal terribile sisma che ha devastato alcuni Comuni del centro Italia al confine tra Lazio, Abruzzo e Marche, sono moltissime le iniziative di solidarietà che stanno prendendo piede per dare una speranza alle persone sopravvissute e a quelli che erano bellissimi borghi della tradizione del nostro Paese. "Intanto, nell'immediato - aggiungono dal movimento della chiocciolina - l'invito è di scegliere i prodotti alimentari e agricoli che arrivano dalle aree colpite per sostenere l'economia locale. La rete internazionale di Slow Food si e' gia' messa all'opera per sensibilizzare l'opinione pubblica e raccogliere quante piu' adesioni possibili".

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