Giovedi, 19 Settembre, 2019

Commerciante ucciso in Calabria, due .

Omicidio Scarfone arrestati il fratello e il nipote Commerciante ucciso in Calabria, due .
Acerboni Ferdinando | 25 Agosto, 2016, 20:35

Con queste accuse i Carabinieri di Gioia Tauro e Rosarno stamani hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura di Palmi, nei confronti di Angelo Scarfone, 52 anni, e Luigi Timpani, di 28, che sono ritenuti, rispettivamente, il primo l'esecutore materiale ed il secondo il "concorrente morale" dell'omicidio di Antonio Scarfone, il commerciante 49enne di Rosarno ucciso nella notte tra il 14 e 15 agosto scorso mentre si trovava nell'abitazione della madre, in via Papa Giovanni XXIII.

Sarebbero motivi di interessi quelli che avrebbero portato all'omicidio, legati in particolare alla proprietà dell'abitazione nella quale vive l'anziana madre, Carmela Fazzari, e ad una pensione della quale la stessa fruisce da tempo.

Nella immediatezza dell'omicidio, non appena la notizia della sparatoria è pervenuta ai carabinieri, sul posto sono stati effettuati dei controlli e subito dopo sono stati sentiti a lungo alcuni congiunti della vittima. Scarfone, per gli inquirenti, sarebbe stato minacciato dal fratello, dal nipote e da altre persone, già la mattina del 14 agosto.

Si è rivelato prezioso per le iindagini il sopralluogo effettuato sulla scena del delitto dalla Sis del reparto operativo di Reggio Calabria.

Nel pomeriggio, una pattuglia dei Carabinieri della Tenenza locale era già intervenuta, trovando sul luogo alcuni componenti della famiglia, tra cui Angelo Scarfone, che lamentavano lo stato di abbandono in cui versava Carmela Fazzari, la madre della vittima e gravemente ammalata, attribuendone la responsabilità al 49enne, che allora era assente.

La situazione precipitava nella tarda serata, quando la vittima, dopo aver trascorso l'intera giornata fuori casa temendo per l'incolumità propria e della coniuge, fatto rientro presso la propria abitazione, veniva affrontato dai familiari ed, a seguito di colluttazione, veniva attinto da due colpi d'arma da fuoco che ne cagionavano l'immediato decesso.

Le indagini sono state coordinate dal procuratore Ottavio Sferlazza e dal viceprocuratore Valentina Giammaria. A seguito dell'interrogatorio di garanzia nel tardo pomeriggio di lunedì il fermo è stato convalidato dal Gip che ha confermato nei loro confronti la custodia cautelare in carcere.

Secondo la ricostruzione l'omicidio sarebbe avvenuto nel cortile, e poi il corpo di Antonio sarebbe stato portato nella casa della madre.

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