Domenica, 15 Settembre, 2019

Scoperto pianeta sosia della Terra

Scoperto pianeta sosia della Terra Scoperto pianeta sosia della Terra
Acerboni Ferdinando | 25 Agosto, 2016, 14:04

Ebbene ora sembra che, grazie ad un team di scienziati, potremmo aver fatto un passo in avanti per risolvere questo dilemma.

L'annuncio ufficiale arriva dalle pagine di Nature, che per sottolineare l'importanza dell'evento organizza una conferenza stampa con gli astronomi protagonisti della ricerca coordinati da Guillem Anglada-Escudè, della Queen Mary University di Londra.

Quelle condotte con il telescopio dell'Eso a partire da 16 anni fa sono state "ricerche pionieristiche", ha osservato Isabella Pagano, ma non sufficientemente confermate.

Dovrebbe avere una massa simile a quella della Terra o poco più grande. Questo pianeta gira intorno alla stella PROXIMA CENTAURI che, come si evince dal nome stesso, è la più vicina a noi nella costellazione del Centauro. Proxima b è lontano 4,2 anni luce e con la tecnologia attuale una sonda impiegherebbe circa 70mila anni a raggiungerlo. Il pianeta si trova ad "appena" quattro anni luce di distanza dal sistema solare, ha un massa pari a 1,3 volte quella della Terra e orbita intorno a Proxima Centauri a una distanza di 7 milioni di chilometri, 21 volte inferiore a quella tra la Terra e il Sole.

Le condizioni teoricamente ci sarebbero, ma per saperne di più bisognerà osservare il pianeta mentre transita contro il disco della sua stella: "in moltissimi hanno cercato di farlo, ma senza successo", spiega l'esperta. In sintesi: ha le caratteristiche necessarie e sufficienti perche' "si trovi acqua allo stato liquido sulla superficie", condizione base per la presenza di forme di vita.

Il metodo delle velocità radiali. Credits Polluce Notizie
Il metodo delle velocità radiali. Credits Polluce Notizie

Da quel genio che ha occupato la cattedra a Cambridge di sir Isaac Newton ci si deve aspettare di tutto.

Fin qui le notizie positive. Tuttavia, la prossimità con l'astro non rende rovente la superficie del pianeta, perché la luce di Proxima Centauri, una nana rossa, è decisamente più debole di quella del Sole: ciò consentirebbe il mantenimento, sul corpo celeste, di una temperatura mite, tale da permettere perfino la conservazione dell'acqua allo stato liquido sul suolo. "Quindi, eventuali forme di vita sul pianeta [o la nostra, nel caso decidessimo di trasferirci lassù, nda], potrebbero evolversi a lungo anche dopo lo spegnimento del Sole". Queste però sono solo ipotesi sulla carta, nuovi studi e nuove analisi potrebbero darci qualche speranza in più.

In definitiva gli scienziati sono davvero affascinati da questa scoperta.

È un'organizzazione europea, ESO, alla quale contribuiscono astronomi e governi di tutta Europa e che controlla diversi osservatori tra i quali alcuni in Cile, ad aver annunciato ieri la scoperta di Proxima b, il primo esopianeta scoperto nel sistema di Alpha Centauri che orbita nella zona "goldilocks", ovvero a una distanza dalla stella che consente una temperatura al suolo abbastanza mite da favorire la presenza di acqua liquida.

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