Venerdì, 15 Novembre, 2019

Omicidio Scazzi: Sabrina Misseri torna in libertà…

Omicidio Scazzi: Sabrina Misseri torna in libertà… Omicidio Scazzi: Sabrina Misseri torna in libertà…
Evangelisti Maggiorino | 23 Agosto, 2016, 18:20

Ma comunque vadano le verifiche, sembra ormai inevitabile che Sabrina Misseri lasci il carcere senza aver ricevuto la condannavisto che ormai pare tecnicamente impossibile far svolgere l'udienza in Cassazione prima del 15 ottobre 2016, giorno di decorrenza dei termini di custodia cautelare. Il giudice relatore Susanna De Felice (presidente della corte era invece Patrizia Sinisi, di recente nominata presidente della corte d'appello di Potenza) è stata impegnata in parallelo nel processo e nella commissione d'esami per il concorso in magistratura.

Le motivazioni della sentenza d'appello non sono state depositate entro i termini di legge.

Ha commentato l'inaspettato colpo di scena, l'avvocato Franco Coppi, difensore di Sabrina Misseri il quale ha dichiarato: "Noi potevamo starcene zitti e aspettare la riapertura delle porte del carcere". Insomma, l'ultima sentenza, quella della Cassazione, Sabrina potrà ascoltarla 'a piede libero'. In questo caso è Sabrina Misseri a beneficiare dell'ennesima falla della giustizia italiana.

Tutto questo in un quadro di vergognoso ritardo della corte d'assise d'appello del capoluogo jonico nel depositare le motivazioni del verdetto di secondo grado. Tanto che nei giorni scorsi, riferisce il Messaggero, la procura generale presso la Corte di Cassazione Pasquale Ciccolo ha avviato nei suoi confronti l'azione disciplinare e sono stati predisposti alcuni accertamenti preliminari da parte del ministero.

E proprio il 15 ottobre di quest'anno Sabrina potrebbe tornare di nuovo in libertà. Per lei, infatti, i 6 anni di carcere scadranno il 26 maggio del 2017, dato che il suo arresto avvenne il 26 maggio del 2011. Delitto che sarebbe avvenuto con la collaborazione della madre, Cosima, anche lei condannata nei primi due gradi di giudizio all'ergastolo.

Per entrambe queste donne, va ricordato, non c'è ancora una sentenza definitiva e anche per loro dovrebbe valere, quindi, la presunzione di non colpevolezza. Eppure l'articolo 27 della Costituzione afferma che la pena deve tendere alla rieducazione del reo.

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