Martedì, 13 Novembre, 2018

Filippine: lotta alla droga, 1.800 morti

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Evangelisti Maggiorino | 22 Agosto, 2016, 17:34

Il capo della polizia delle Filippine ha dichiarato che dal primo luglio, giorno dell'insediamento di Rodrigo Duterte, quasi 1800 persone sono state uccise nella sanguinosa lotta alla droga lanciata dal presidente 'giustiziere'.

Il 71enne presidente, conosciuto come "il castigatore" da quando era sindaco di Davao, ha inoltre esortato i cittadini a sparare e uccidere coloro che si oppongono all'arresto.

Ha giurato poi di continuare la sua guerra contro il crimine, nonostante la crescente preoccupazione da parte delle Nazioni Unite. "Ma magari dovremo decidere di lasciare le Nazioni Unite", ha detto Duterte, che ha concluso la frase lanciando improperi all'Onu, nel linguaggio colorito che lo contraddistingue.

Dela Rosa ha riferito in senato che nel paese ci sono 3,7 milioni di consumatori di droga a livello nazionale e sebbene sia stato fatto tanto per sradicare le droghe illegali, il problema persiste.

Ieri, il presidente Duterte ha minacciato di far uscire il Paese dall'Onu, dopo le critiche alla sua politica sulla droga. Secondo il rapporto dell'Onu più di 850 persone sono state uccise dall'elezione di Duterte, il 10 maggio, all'11 agosto, oltre 650 nelle ultime sei settimane.

Il senato filippino e la commissione per i diritti umani hanno avviato le proprie indagini indipendenti sulle esecuzioni extragiudiziali.

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