Martedì, 16 Luglio, 2019

La pace tra Russia e Turchia aiuta tutti

Evangelisti Maggiorino | 22 Agosto, 2016, 16:04

A riferirlo è il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu, che ha già informato le autorità italiane: i due si chiamano Ilhan Yasitli e Halis Tunc, rispettivamente colonnelli dell'Esercito e della Marina.

Secondo quanto si apprende da fonti della Farnesina il ministero degli Esteri ha ricevuto oggi una nota verbale dall'ambasciata della Repubblica di Turchia a Roma con cui la legazione comunica di essere a conoscenza che 2 membri delle forze armate turche provenienti dalla Grecia e che potrebbero essere considerati fuggitivi nel quadro dei recenti avvenimenti che hanno avuto luogo in Turchia (il fallito golpe del 15 luglio) si sarebbero trasferiti in Italia nei giorni scorsi e sarebbero diretti in Olanda. "Se questo verrà confermato, avviseremo le autorità italiane". Oggi Ankara fa sapere anche tramite il suo ambasciatore a Mosca che "l'attuale leadership siriana può partecipare ai negoziati di pace", in una apertura che appare la svolta chiesta dalla Russia, intransigente nel suo appoggio del presidente Bashar al Assad.

In queste ultime settimane le purghe di massa, tra arresti ed esoneri professionali, hanno coinvolto migliaia di persone non solo tra i militari ma anche nelle sedi dei giornali, nella corti di giustizia, in scuole ed atenei. Il gasdotto la cui costruzione era in agenda fino all'abbattimento del caccia russo da parte dei turchi lo scorso novembre è il primo grosso capitolo riaperto da Russia e Turchia nell'incontro tra i rispettivi presidenti a Strelna, nei pressi di San Pietroburgo.

Washington, ad esempio, continua a considerare i curdi siriani come alleati, mentre per Ankara il rafforzamento delle milizie appartenenti a questa etnia che operano oltre il confine meridionale rappresenta una minaccia esistenziale all'unità del paese, dal momento che esse sono considerate tutt'uno con il PKK, attivo sul fronte interno. Un consenso enorme, che apre nuovi scenari per la Turchia, considerando il piano del presidente di riformare la costituzione in senso presidenziale e aumentare cosi i propri poteri esecutivi.

Russia e Turchia riallacciano i rapporti con un incontro tra Vladimir Putin e Recep Tayyp Erdogan che si sono visti a San Pietroburgo, dove dopo un colloquio di circa quattro ore hanno definito prioritario tornare ai livelli pre-crisi di collaborazione. È stata annunciata anche la tempistica prevista del progetto.

Primo, l'allentamento delle sanzioni russe alla Turchia e il ripristino graduale degli scambi commerciali è l'aspetto più concreto ed efficace che l'incontro abbia prodotto, anche perché quello economico era sin dall'inizio il terreno più facile sul quale le due potenze si potevano accordare. I due fuggitivi sono un attaché della Marina e uno dell'Aviazione, Halis Tunç e Ilhan Yasitli, ha precisato il ministro. I due presidenti sono uniti dall'idea che hanno della libertà di stampa, dello spazio di manovra che possono avere gli oppositori quando non sono in galera, dell'indipendenza del giudiziario.

Si registra quindi solo un ridimensionamento del "legittimo" governo siriano e il contemporaneo contenimento di quell'asse sunnita che univa, da nord a sud, la Turchia all'Arabia Saudita (attraverso il Califfato) finalizzato a interrompere e contrastare il contrapposto asse sciita Teheran-Baghdad-Damasco-Hezbollah. "Io invece dico: per fortuna si sono avvicinati!"

Secondo, la potenza russa esce rafforzata dalla visita di Erdogan, che nei fatti ne riconosce a Putin il ruolo di principale interlocutore per il Medio Oriente, ma anche per le questioni europee.

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