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Evangelisti Maggiorino | 22 Agosto, 2016, 07:21

Guariranno invece in 5 giorni gli altri due connazionali aggrediti.

Un pestaggio in piena regola, a colpi di mazza, ai danni di tre migranti minorenni: accaduto a San Cono, in provincia di Catania. Le persone fermate sono Antonino Spitale, di 18 anni, e i fratelli Giacomo e Davide Severo, di 32 e 23 anni.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri di Caltagirone, che stanno seguendo le indagini, i quattro egiziani - arrivati in Italia tra giugno e luglio, di età compresa tra i 16 e i 17 anni - erano andati a piedi a San Cono, per partecipare al mercato settimanale del piccolo paese. In casa di quest'ultimo militari dell'Arma hanno trovato una pistola ad aria compressa che era stata utilizzata per intimidire le tre vittime. Le vittime hanno spiegato agli investigatori che il movente era da collegare a contrasti per futili motivi che avevano avuto con alcuni degli arrestati poco prima. La ripresa del pestaggio eseguita da uno dei minorenni con il suo cellulare ha incastrato i due fratelli.

Raggiunta la S.P. 60 in contrada Consorto, quando mancavano poche centinaia di metri per raggiungere la destinazione, giungevano due autovetture non meglio indicate con a bordo complessivamente cinque giovani sconosciuti. Gli investigatori escludono l'ipotesi razziale, anche perché il vero obiettivo dell'agguato è stato uno dei tre ragazzi contro il quale si sono accaniti. Tre di loro sono scesi, uno mostrando anche una pistola, poi risultata giocattolo, e li hanno colpiti ripetutamente con delle mazze da baseball. Il minorenne è ricoverato con la prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell'ospedale Garibaldi Nesima di Catania dove è stato sottoposto a un delicato intervento di neurochirurgia per la riduzione di un grosso ematoma al cervello.

Si cercano gli altri due uomini che erano presenti all'aggressione, anche se erano rimasti a bordo della vettura.

I tre aggressori sono stati sottoposti a fermo indiziario di delitto per i reati di tentato omicidio in concorso, lesioni personali e porto illegale di armi improprie e rinchiusi nel carcere di Caltagirone, a disposizione della Procura della Repubblica di Caltagirone. Gli autori del raid punitivo sono stati individuati e arrestati.

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