Martedì, 18 Giugno, 2019

Skype e WhatsApp nel mirino della Commissione Ue

Skype e WhatsApp nel mirino della Commissione Ue Skype e WhatsApp nel mirino della Commissione Ue
Acerboni Ferdinando | 19 Agosto, 2016, 02:55

"L'obiettivo complessivo è offrire un miglior accesso agli europei ai servizi digitali, rafforzare la fiducia nel mondo online, stabilire le giuste condizioni per le moderne reti digitali e fornire un terreno di gioco uguale per tutti gli attori del mercato", ha spiegato un portavoce della Commissione. Anche con la riforma, però, Whatsapp o Skype, non dovranno rispettare tutte le regole a cui sono sottoposti gli operatori tradizionali come Telecom Italia o Vodafone: "questo non vuol necessariamente dire che tutte le regole tlc Ue si applicheranno a tutti gli attori", tiene a precisare la Commissione, perché l'obiettivo è "salvaguardare gli utenti finali e il pubblico interesse quando è necessario a prescindere dal modo in cui i servizi vengono forniti". Tale scelta comporterebbe regole più stringenti in materia sia di sicurezza delle comunicazioni sia di privacy (quelle previste dalla ePrivacy Directive), con gli operatori del settore (da Skype a WhatsApp) costretti a conformarsi ad obblighi già imposti agli operatori tradizionali: proprio le telco starebbero spingendo per introdurre tali cambiamenti, dopo che i loro tentativi di introdurre limitazioni più stingenti nei confronti dei nuovi competitor erano falliti.

Nathalie Vandystadt, portavoce per il Mercato Digitale Unico della Commissione, ha infatti detto che "la Commissione sta esaminando la crescente importanza dei "giocatori" online che forniscono servizi simili o equivalenti a quelli di comunicazione tradizionale" aggiungendo poi che stia valutando se le regole che disciplinano WhatsApp e Skype abbiano necessità di una modifica. Si tratta di una riforma di una direttiva sulla protezione dei dati per le comunicazioni elettroniche che risale al 2009 e riguarda anche servizi online come Skype e WhatsApp. Per questo Bruxelles intende analizzare se "la portata delle regole attuali dell´Ue debba essere adattata per garantire livelli adeguati di protezione del consumatore, nonché per assicurare che la legislazione non porti a una distorsione della concorrenza". Sul piano della discussione anche la questione sicurezza. Le proposte saranno presentate entro la fine dell'anno.

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