Mercoledì, 21 Ottobre, 2020

Pensioni, Bundesbank: "Governo Merkel alzi l'età a 69 anni"

Esposti Saturniano | 17 Agosto, 2016, 12:42

La Germania come l'Italia: senza un riforma del sistema pensionistico che allunghi la vita lavorativa, Berlino rischia di non riuscire a far quadrare i conti.

Il quotidiano riporta anche una reazione del governo che "respinge la proposta" e "continua a puntare sulla pensione a 67 anni" nel 2029 con un 43% dello "stipendio medio" come limite minimo consentito per legge nel 2030.

I banchieri chiedono quindi ad Angela Merkel di rimettere mano al capitolo pensioni, riformando il sistema in maniera tale che possa garantire maggiore sostenibilità rispetto alle precarie condizioni verso cui andrebbe incontro: il timore è che entro qualche anno non ci sarà più modo di tenere in piedi un sistema retto sugli attuali presupposti.

Il governo tedesco - attraverso il portavoce Steffen Seibert - ha immediatamente "confermato la pensione a 67 anni" con un'attuazione graduale mentre il vice-presidente del gruppo parlamentare dell'Unione di centro-destra, Michael Fuchs (cdu), ha affermato che un aumento dell'età pensionabile è "necessario e inevitabile" e che le recenti disposizioni che hanno permesso la pensione a 63 anni, con penalizzazioni, sono state un errore enorme.

Nel suo bollettino mensile, la Bundesbank sottolinea che l'ottimo stato di salute finanziaria registrato al momento dalle casse pensionistiche tedesche non deve illudere sul fatto che, comunque, sono necessarie nuove riforme. Gli economisti della Bundesbank, infatti, prospettano un aumento dell'eta' pensionabile a 69 anni nel periodo che va dal 2030 al 2060 cosi' da stabilizzare il periodo di godimento del trattamento pensionistico anche alla luce dell'aumento dell'aspettativa di vita.

L'età per andare in pensione è di quattro anni più alta di quanto non sia ora e due anni più su di quanto prevede il governo.

La banca centrale tedesca, poi, avverte che senza il passaggio ai 69 anni, i lavoratori tedeschi potrebbero dover accettare un tasso di sostituzione al 44% entro il 2060, e al 42% se non si alzerà l'età pensionabile (attualmente il tasso di sostituzione per il pensionato medio è invece del 48%).

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