Mercoledì, 23 Ottobre, 2019

Goletta Verde. Le acque e le spiagge italiane inquinate ogni cinquanta chilometri

Goletta Verde. Le acque e le spiagge italiane inquinate ogni cinquanta chilometri Goletta Verde. Le acque e le spiagge italiane inquinate ogni cinquanta chilometri
Acerboni Ferdinando | 12 Agosto, 2016, 17:05

Dei 265 punti monitorati, uno ogni 28 km di costa, il 52% è risultato inquinato o fortemente inquinato. L'istantanea regionale sulle acque costiere è stata presentata questa mattina in una conferenza stampa presso il Comune di Grado da Katiuscia Eroe, portavoce Goletta Verde e da Gloria Catto, segreteria Legambiente Fvg, alla presenza di Dario Raugna, sindaco di Grado; Mara Cernic, vice presidente Provincia di Gorizia e Luca Marchesi, direttore generale Arpa Fvg. - che anche quest'anno ha toccato le coste di tutta Italia, dal Mar Ligure, al Tirreno, dallo Ionio, con un totale di 30 tappe, più di 2.000 miglia nautiche e 500 ore di navigazione, prelevando e analizzando più di 200 campioni d'acqua, per dar seguito alle tante battaglie in difesa dell'ecosistema marino e del territorio che Legambiente porta avanti.

Le 6 Bandiere Blu ottenute rappresentano un eccellente riconoscimento che conferma l'efficienza e la funzionalità degli impianti di depurazione gestiti dalla CIIP spa all'interno del territorio Fermano e Piceno. Sul nostro Paese pesano gia' due condanne e una terza procedura d'infrazione. Oltre i costi ambientali, ci sono inoltre quelli economici a carico della collettività: a partire dal 2016, il nostro Paese dovrà pagare 480 milioni di euro all'anno, fino al completamento degli interventi di adeguamento.

"Gli scarichi non depurati sono i peggiori nemici del turismo - continua Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente -". Per alcune situazioni critiche da diversi anni, grazie alla stretta collaborazione con le forze dell'ordine e le amministrazioni locali, si e' arrivati a individuare le cause e risolvere il problema.

Tra le foci di fiumi, i fossi e i canali monitorati da Legambiente quest'estate, 1 su 3 non viene campionato dalle autorità competenti perché si tratta di luoghi non adibiti alla balneazione stando ai profili di costa redatti a inizio stagione da Regioni e Comuni. Infine, si fa per dire: i cartelli di divieto di balneazione (o informativi della qualità delle acque) sono spesso assenti dove invece dovrebbero esserci.

L'inarrestabile Goletta Verde prosegue il suo viaggio per i mari d'Italia raccogliendo dati tecnici, armata di una tecnologia che le consente di fare rilevamenti precisi e puntuali su tutte le fonti di inquinamento delle acque. I punti scelti sono stati individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio Sos Goletta. Le persone sono spesso disorientate, non sanno a chi rivolgersi per denunciare casi di inquinamento, dove consultare i dati ufficiali, come capire se stanno facendo il bagno in acque sicure e controllate. È' indispensabile che il ministero della salute istituisca un numero verde per raccogliere le segnalazioni di cittadini e turisti e avvii, in collaborazione con le Regioni e gli enti locali, una chiara campagna informativa. "L'accesso all'informazione è un diritto di cittadini e turisti e un dovere per le autorità competenti e per tutti i comuni costieri, cosi come previsto dalla normativa sulla balneazione". Nell'alto Adriatico la situazione migliore si registra in Veneto. Proprio per questo, i prelievi sono concentrati nei punti critici: foci di piccoli e grandi corsi d'acqua, di fossi, canali e scarichi, che costituiscono i principali veicoli dell'inquinamento da batteri fecali in mare, dove sussiste il "maggior rischio" di contaminazione.

Le situazioni piu' problematiche si trovano, invece, in Calabria, interessata nelle ultime settimane anche da diverse proteste da parte delle comunita' locali per "mare sporco", da divieti di balneazione e da interventi delle forze dell'ordine per irregolarita' nel servizio di depurazione, nelle Marche e in Abruzzo, regioni penalizzate anche dall'elevato numero di corsi d'acqua, canali e fossi che sfociano in mare. Nel mirino ancora una volta foci di fiumi e scarichi: per il terzo anno consecutivo ricevono un giudizio di "fortemente inquinato" le acque prelevate allo sbocco del canale via Battisti (incrocio largo Caduti per la libertà) a Muggia; mentre vengono giudicate "inquinate" quelle alla foce del fiume Isonzo a Grado e alla foce del fiume Stella a Precenicco.

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