Giovedi, 26 Novembre, 2020

Doping, il nuoto è tutto contro la russa Julia Efimova

Doping, il nuoto è tutto contro la russa Julia Efimova Doping, il nuoto è tutto contro la russa Julia Efimova
Evangelisti Maggiorino | 12 Agosto, 2016, 13:50

Un clima pesante quello intorno alla squadra russa fischiata fin da subito, a cominciare dalla cerimonia inaugurale allo stadio Maracanà, soprattutto all'interno della piscina olimpica, che ha costretto il Cio ad intervenire con un monito deciso indirizzato agli atleti: "Rispettate i vostri avversari". Pietra dello scandalo è l'ammissione in gara di atleti sospettati di doping grazie alle sentenze del TAS di Losanna.

Medaglia e fischi dal pubblico per la russa Yulia Efimova, tornata in acqua dopo la squalifica doping e la riammissione.

"Chiediamo agli atleti maggior fair play" ha dichiarato un portavoce del Cio, Mark Adams, "e non solo su campo ma anche nelle dichiarazioni". "Permettere ai dopati di gareggiare è una cosa che mi spezza il cuore e mi fa letteralmente incazzare". La gloria per lei, pero', e' stata quanto mai effimera. "Sono fiera di competere in modo onesto". La russa, giunta alle spalle della statunitense Lillia King e davanti a Catherine Meili, altra atleta a stelle strisce, gia' all'uscita dalla vasca e' stata sommersa dai fischi dei del pubblico dell'Olympic Aquatics Stadium.

Il portiere Usa alla vigilia della partenza per i Giochi aveva postato diversi tweet ironici accompagnati da foto in cui mostrava al mondo l'arsenale messo in valigia per prevenire i morsi delle zanzare.

Filippo Magnini, da sempre sensibile alla tematica doping, non ci ha girato troppo attorno: "Sono stanco di parlarne".

Non dobbiamo fare finta di niente ma non dobbiamo nemmeno dare più importanza alle cose brutte. Il day 2 nero italiano, se così lo vogliamo definire, ha creato una situazione che dovrebbe portare, come sempre, a delle riflessioni.

Le parole di Phelps diventano un caso, tanto che si muove anche il Cio.

La verità, però, forse sta nel mezzo. "Sono pulita". "La prima volta" della nuotatrice 24enne è stata la squalifica, nel 2013, per essere risultata positiva ad uno steroide, mentre pochi mesi fa le era stata contestata l'assunzione non consentita del meldonium.

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