Mercoledì, 21 Ottobre, 2020

Il perdono di Assisi a San Michele in Teverina

Evangelisti Maggiorino | 12 Agosto, 2016, 08:34

Forse san Francesco, quando chiedeva a Papa Onorio III il dono dell'indulgenza per quanti venivano alla Porziuncola, aveva in mente quelle parole di Gesù ai discepoli: "Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore". Lo ha detto papa Francesco nella sua meditazione di fronte ai fedeli nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi. Tutti si sono comunque sottoposti all'operazione senza mostrare fastidi. Cappellina povera e disadorna che, nei suoi stessi lineamenti, porta inscritto il programma che fu di Francesco e che Vostra Santità ha rilanciato per tutti noi: "Una Chiesa povera e per i poveri".

L'arrivo E poi, finalmente, si alza un boato. A bordo di una Golf Tsi blu scura, il pontefice ha velocemente percorso i circa due chilometri che separano il campo sportivo "Migaghelli" di Santa Maria degli Angeli dalla Basilica.

Civitella d'Agliano - Riceviamo e pubblichiamo - Martedì 2 agosto si celebra il perdono di Assisi voluto da San Francesco nell'agosto del 1216 come momento di riconciliazione e perdono reciproco in un'epoca molto simile alla nostra di crociate pseudo religiose, di odio, di violenze. I suoi fedeli, in piazza, sembrano imitarlo. Include inoltre le parole dei custodi, padre Mauro Gambetti, della Basilica di San Francesco, e padre Rosario Gugliotta, di Santa Maria degli Angeli.

Papa Francesco ha esordito nella sua catechesi, dedicata al perdono del passo del Vangelo di Matteo (Mt 18, 21-35), ricordando ciò che disse il Poverello d'Assisi a tutto il popolo e ai vescovi: "Voglio mandarvi tutti in paradiso!". Non siamo mai soli se c'è Dio e la fede". Il vero dramma è che noi non crediamo più in questa misericordia e abbiamo bisogno di vederla all'opera affinché prevalga sull'odio e la violenza.

Tre suggestioni possiamo trarre per noi: il silenzio e il raccoglimento nella cella di Auschwitz che ha mostrato al mondo la brutalità dell'uomo senza Dio che uccide il proprio fratello e il silenzio e raccoglimento vissuto nella Porziuncola che ha mostrato la bellezza dell'uomo con Dio che lo riabilita e lo vuole in vita. "Perché noi per primi - afferma Papa Francesco - siamo stati perdonati, e infinitamente di più". "Lo dice anche il Padre nostro". "Tutta la famiglia francescana e l'uomo che guarda ad Assisi - spiega - vivono questa attesa con grande gioia, consapevole di portare nelle proprie fragili esistenze un messaggio che scompagina il mondo: il perdono". E subito dopo l'omelia indossa la stola viola e inizia a confessare a sorpresa i fedeli.

'Arrivederci' Prima di uscire e salutare, di nuovo, la sua gente Francesco trova il tempo di un altro gesto misericordioso, visitando i frati dell'infermeria del convento. La chiesina che è cuore pulsante del francescanesimo. E poi dà la benedizione: "Per favore pregate per me, arrivederci".

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