Mercoledì, 19 Giugno, 2019

Phelps e gli atleti a pois, il cupping sbarca ai Giochi

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Deangelis Cassiopea | 09 Agosto, 2016, 19:28

A Rio se ne sono visti diversi sul corpo degli altleti. E' il risultato di un'antica tecnica della medicina cinese.

Domenica, dopo la Staffetta 4×100 metri stile libero nuoto, Google Trends ha segnato un picco nelle query del motore di ricerca: la frase più cercata è stata "cerchi rossi su Michael Phelps", che è arrivata addirittura a superare il termine "medaglie olimpiche". Seconde le informazioni tramandate, pare che tale metodologia possa rialire al 3.000 a.C., anche se le prime testimonianze dell'utilizzo del cupping risalgono al II secolo d.C. Facilitando il recupero ed eliminando il dolore. Il primo metodo è il più antico e l'unico utilizzato fino a qualche anno fa e consiste nell'introduzione nella coppetta di un fiammifero acceso per alcuni decimi di secondo, in modo da determinare la fuoriuscita dell'aria formando appunto un vuoto, dopodiché si applica immediatamente la coppetta sulla cute.

Il cupping, o "coppettazione", prevede che una sorta di "tazza" di pochi centimetri di diametro (cup in inglese) collegata a una pompa che risucchia l'aria, venga appoggiata sulla pelle dell'atleta e poi venga usata come una ventosa per creare un vuoto d'aria al suo interno, facendo sì che la pelle venga momentaneamente tirata in alto rispetto alla sua posizione naturale. Raffreddandosi, l'aria si comprime e produce un effetto di risucchio. L'effetto terapeutico a quanto pare è molto efficace contro il dolore, parola di uno dei nuotatori più forti del mondo!

La cupping therapy è una tecnica utilizzata da millenni e portata alla ribalta dall'attrice Gwyneth Paltrow che ha anche camminato sul red carpet sfoggiando i segni della coppettazione sulla schiena.

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