Lunedi, 20 Gennaio, 2020

In area euro rallentamento ritmi produttivi nel secondo trimestre 2016

In area euro rallentamento ritmi produttivi nel secondo trimestre 2016 In area euro rallentamento ritmi produttivi nel secondo trimestre 2016
Esposti Saturniano | 07 Agosto, 2016, 02:00

"L'indicatore composito anticipatore dell'economia italiana evidenzia un ulteriore calo - spiega in conclusione l'ente pubblico di statistica -, seppur di intensità più contenuta rispetto alle flessioni degli ultimi mesi". L'Istat sottolinea che l'indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane - Iesi, Istat economic sentiment indicator - ha segnato in luglio un incremento, "sospinto prevalentemente dal miglioramento per le imprese di costruzione e per quelle dei servizi".

L'economia italiana rallenta ma meno degli ultimi mesi. E' quanto rileva l'Istat nella nota mensile. A seguito di questo andamento gli occupati hanno evidenziato nel secondo trimestre una netta accelerazione dei ritmi di crescita rispetto al primo trimestre (+0,6% complessivo, rispetto al +0,1%).

"E' evidente che le politiche fin qui adottate dal Governo non hanno prodotto alcun risultato, e che sia più che mai urgente un deciso cambio di rotta per salvare il paese e far ripartire l'economia" - conclude Rienzi. E segnala che l'occupazione continua ad espandersi, con ora un aumento più marcato degli occupati a tempo, mentre l'aumento dei "posti fissi" è più moderato. "A giugno il tasso di disoccupazione, in presenza di una significativa diminuzione degli inattivi, si e' attestato all'11,6%, rimanendo quindi sui livelli osservati all'inizio dell'anno (11,7% a gennaio)". Anche considerando l'intero secondo trimestre l'occupazione aumenta dello 0,6% rispetto allo 0,1% dei primi sei mesi dell'anno scorso.

(Teleborsa) - Restano difficili le condizioni dell'economia italiana in risposta ad un quadro più critico della congiuntura internazionale. A giugno i prezzi alla produzione dei beni industriali venduti sul mercato interno hanno proseguito a scendere (-3,4% la variazione annua). Nell'ultimo mese l'Istat segnala la divergenza nelle aspettative degli operatori.

Altre Notizie