Lunedi, 15 Luglio, 2019

Turchia, Erdogan: reintroduzione della pena di morte. Via a sospensioni e licenziamenti

Turchia, Erdogan: reintroduzione della pena di morte. Via a sospensioni e licenziamenti Turchia, Erdogan: reintroduzione della pena di morte. Via a sospensioni e licenziamenti
Esposti Saturniano | 20 Luglio, 2016, 06:29

Un portavoce del dipartimento di Stato americano ha spiegato che è "troppo presto" per dire se la repressione di Erdogan potrebbe avere un impatto sul suo ruolo nell'Alleanza, ma ha ricordato che tra delle cinque condizioni per partecipare c'è l'impegno a "rispettare la democrazia, incluso tollerare la diversità". Un colpo di stato che in Turchia non si verificava dal lontano 1980 e che sfuma miseramente innanzi alle errate strategie dei golpisti.

Sono sospettati di essere legati al Feto, come è chiamato ufficialmente il movimento islamista, definito una mera organizzazione terroristica, facente capo al predicatore Fethullah Gulen, ex alleato e ora nemico numero uno del presidente Recep Tayyip Erdogan, che lo accusa di essere dietro il tentato golpe. Erdogan ha anche espresso l'intenzione di avviare progetti per la costruzione di caserme in piazza Taksim a Istanbul. Ankara insiste però nel braccio di ferro con gli Stati Uniti, continuando a chiedere con forza l'estradizione di Fethullah Gulen, che accusa di essere la mente del tentato golpe. Il potere, che ha per lungo tempo chiuso gli occhi sui traffici dell'Isis sul suo territorio, si è deciso a mettervi ordine. La Diyanet, massima autorità islamica che dipende dallo Stato, ha annunciato di averne allontanati 492.

"Gulen non c'entra. Basta guardare i nomi di molti degli ufficiali arrestati, che lo hanno combattuto per tutta la loro carriera".

"Noi siamo molto esigenti nei confronti della Turchia e quindi, al di là della pena di morte, che è una cosa evidentissima, noi siamo molto, molto severi anche nei confronti della logica delle vendette e delle epurazioni perchè a differenza di tanti altri paesi, in cui purtroppo ci sono centinaia o migliaia di esecuzioni capitali all'anno, la Turchia è un Paese che ha aperto un negoziato con l'Unione europea", ha proseguito Gentiloni. Almeno 7.543 sono state le persone arrestate, tra cui: 100 agenti di polizia, 6.038 soldati infedeli, 755 tra giudici e procuratori e 650 civili. Secondo la versione del Guardian, in quel momento la maggior parte dei membri del governo non aveva idea da dove fosse partito il colpo di stato e se interessasse o meno i punti più alti della catena di comando delle forze armate. Oggi il premier Binali Yildirim ha detto che agli Stati Uniti, dove l'imam Gulen vive in dorato autoesilio, sono stati inviati quattro "dossier" per l'estradizione.

E rivolgendosi alla folla radunata davanti alla sua residenza nel quartiere di Kisikli della megalopoli sul Bosforo, Erdogan ha ribadito la sua apertura alla possibilità di reintrodurre la pena di pena di morte in Turchia. Una differenza di vedute che ha portato i media europei e americani a dare Erdogan già fuori gioco mentre invece stava per ripristinare il suo potere.

A tre giorni dal Golpe, il presidente è già tornato al comando ed ha avviato una purga che si annuncia molto rigida per tutte le istituzioni dello Stato, d'altronde Erdogan lo aveva preannunciato: "Faremo pulizia all'interno di tutte le Istituzioni dello Stato". Poi era salito su un aereo, sfuggendo per la seconda volta ai golpisti, che avevano organizzato una nuova operazione per fermarlo. "C'è un chiaro reato di tradimento", ha sottolineato, precisando comunque che un eventuale ritorno della pena di morte in Turchia dipenderà '"naturalmente da una decisione parlamentare" e "io come presidente approverò qualsiasi decisione emerga dal Parlamento".

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