Venerdì, 22 Novembre, 2019

Turchia: La situazione sta tornando alla tranquillità

Turchia Erdogan parla in diretta su smartphone a Cnn Turchia: La situazione sta tornando alla tranquillità
Evangelisti Maggiorino | 19 Luglio, 2016, 17:13

Nonostante Erdogan abbia le idee chiare su chi debba pagare per l'affronto al governo, il presidente non sembra avere le idee altrettanto chiare su chi sia stata la mente dietro al tentativo di golpe. Questi, a differenza dell'ex presidente egiziano Mohammed Morsi, defenestrato dai militari egiziani solo un anno dopo aver vinto le elezioni nel suo Paese, in sedici anni di gestione del potere è stato in grado di inserire nei gangli vitali e dirigenziali dei servizi e delle forze armate e di sicurezza suoi fedelissimi, collocati in ogni snodo sensibile degli apparati turchi. Le forze ribelli del gruppo estremista islamico in Siria hanno lo stesso obiettivo di Erdogan, ossia la cacciata di Bashar al-Assad. Una dichiarazione a cui ha fatto eco la cancelleria di Berlino. Erdogan probabilmente non ha organizzato il golpe dei dilettanti per poterne trarre vantaggio. E la gente è scesa in piazza. Abolito l'embargo nel 1978, e firmato un accordo per la cooperazione economica e militare nel 1980, i rapporti tra Stati Uniti e Turchia ripresero a pieno ritmo. Un soldato decapitato dalla folla. Gulen finora sembrava aver avuto la peggio nel braccio di ferro con il presidente.

A tre giorni dal tentativo di colpo di stato in cui sono morte 308 persone, di cui un 100 golpisti, e sono stati arrestati 7.543 sospetti, di cui 6.038 militari, 755 magistrati e 100 poliziotti, e altri 8.000 poliziotti sono stati sospesi, Erdogan ha ribadito la sua intenzione di vagliare l'introduzione della pena di morte. "Ma a Incirlik ci sono velivoli rifornitori americani e turchi, dell'identico modello KC-135 Stratotanker, aggiunge il quotidiano, e tutti dipendono dall'ufficiale anatolico che guida il Decimo Tanker Group, il generale Bekir Ercan Van, arrestato domenica insieme ad altri undici militari". Ora Erdogan, da un punto di vista psicologico, si sente invulnerabile perché al suo fianco ha Dio.

Ora Erdogan cavalca ul suo successo e ha avviato una pesante serie di purghe.

Il dilettantismo imbarazzante dei golpisti che la sera di venerdì 15 luglio hanno tentato di assumere il potere in Turchia ha indotto alcuni osservatori a formulare pesanti interrogativi su tutta la vicenda. Le ragioni erano molte, a partire dalla necessità di far decantare (e cadere) le prime versioni, a volte false per voluta disinformazione, ma più spesso per la fantasia di molti giornalisti a corto di notizie certe. Al momento la scelta più probabile è che in campo internazionale la Turchia mantenga una certa equidistanza dai blocchi attualmente esistenti cercando di diventare un polo di attrazione per le masse arabe sunnite della regione. Non è un leader pienamente democratico, è un leader che entra nelle redazione facendo spianare i fucili, cambiando i redattori da un giorno all'altro e da un giorno all'altro le linee politiche sono completamente diverse con i media quasi totalmente asserviti. "Invitiamo il governo della Turchia", ha detto Kerry molto irritato in conferenza stampa, "come sempre facciamo, a presentarci ogni legittima evidenza che sottoporremo ad attento esame".

"Se gli Stati Uniti sosterranno" Fethullah Gulen, negandone l'estradizione in Turchia con l'accusa di aver organizzato il fallito golpe, "questo danneggerà la loro reputazione".

Erdogan è sempre stato un grande nemico di internet, ma alla fine si è servito proprio di internet per salvarsi la vita. Per questo lui odia Facebook, Google, Twitter.

È normale che un giornalista venga condannato a più di 5 anni di carcere per degli articoli che ha scritto e una volta uscito dal palazzo di giustizia un uomo gli spari tentando di ammazzarlo o per dare un avvertimento.

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