Lunedi, 17 Giugno, 2019

Fallito un golpe militare in Turchia

Keystone Oggi il tentativo di golpe viene messo sotto la lente ad Ankara
Acerboni Ferdinando | 18 Luglio, 2016, 02:45

Il presidente Recep Tayyip Erdoğan sta purgando tutti quelli che considera vincolati a Fethullah Gülen, un religioso molto influente nel paese che vive in Pennsylvania, negli Stati Uniti. Il presidente Recep Tayyip Erdogan è tornato più forte che mai e sta mettendo in atto quanto promesso ai sostenitori mentre riprendeva il controllo dei gangli del potere: "Gli autori pagheranno".

Oggi si riunisce il governo in seduta straordinaria, mentre in tutto il paese continuano le ritorsioni su esercito e magistratura: finora sono state arrestate circa seimila persone, tra cui cinquanta ufficiali solo nella mattina del 17 luglio, e circa tremila giudici e pubblici ministeri sono stati sospesi, con l'accusa di aver sostenuto il golpe. I sospetti sugli Usa - ha detto Kerry - "sono totalmente falsi e danneggiano" i rapporti. Un pugno di ferro che non ha risparmiato oggi neppure il suo più stretto consigliere militare, il colonnello Ali Yazici, accusato di averlo tradito. Lo ha riferito il ministro della Giustizia Bekir Bozdag, citato dall'agenzia di Stato turca Anadolu. Bozdag da parte sua ha ribadito che "se gli Stati Uniti sosterranno" il predicatore in esilio Fethullah Gülen, negandone l'estradizione con l'accusa di aver organizzato il fallito golpe, "questo danneggerà la loro reputazione".

Il Consiglio supremo dei giudici e procuratori turchi (Hsyk), intanto, ha già ordinato l'arresto dei 2.745 magistrati che erano stati rimossi dai loro incarichi. Alcune operazioni di polizia sono finite con scontri a fuoco contro i soldati nella base aerea di Konya e nel secondo aeroporto di Istanbul Sabiha Gokcen.

"Il governo discuterà con l'opposizione la reintroduzione della pena di morte".
Nel frattempo, un giudice greco ha tenuto la prima udienza in cui sono stati sentiti otto militari che sabato notte sono fuggiti in Grecia a bordo di un elicottero. Poi il dubbio: "C'è la possibilità che il golpe sia stato messo in scena (dall'Akp di Erdogan, ndr)", ha proseguito parlando con il Ft. Alla calma apparente delle ore diurne, seguono le invasioni serali di folle islamiche nazionaliste, su invito diretto di Erdogan: "Non lasceremo le piazze". I suoi sostenitori lo hanno acclamato sventolando bandiere e cantando slogan, circa 24 ore dopo avere contribuito in maniera decisiva a far fallire il colpo, uscendo per strada, circondando e disarmando i militari che avevano occupato le strade delle due principali città turche.

Decine di migliaia di persone sono scese in piazza ieri sera a Istanbul, Ankara e Izmir per celebrare il fallimento del colpo di stato militare del 15 luglio.

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