Venerdì, 19 Luglio, 2019

Google celebra Nettie Stevens, scoprì i cromosomi sessuali X e Y

Il doodle di Nettie Maria Stevens Il doodle di Nettie MAria Stevens
Evangelisti Maggiorino | 08 Luglio, 2016, 14:32

Nata, infatti, nel 1861 a Cavendish, nello stato americano del Vermont, a lei si deve la teoria cromosomica alla base della determinazione del genere sessuale degli essere viventi. Siamo così certi che la clonazione, il replicare qualcosa di uguale, possa essere un vero passo avanti rispetto ad una "pura" differenza anche solo genetica tra ogni singolo individuo? Ma chi era Nettie Stevens? Cosi' Google immagina e descrive nel Doodle di oggi il lavoro sul Dna della scienziata statunitense Nettie Stevens, di cui celebra i 155 anni dalla nascita.

I cromosomi altro non sono che delle strutture contenute nel nucleo delle cellule e nelle quali è organizzato il materiale genetico di ciascuno. Dopo la laurea in fisiologia e istologia all'Università di Stanford, in California, cominciò a studiare il comportamento delle cellule umane prima al Bryn Mawr College, vicino Philadelphia, e poi a Napoli, tra il 1901 e il 1902, presso la Stazione Zoologica della città all'ombra del Vesuvio, dove si dedicò in particolare all'analisi degli organismi marini. Queste le parole per descrivere l'importante ricerca di Nettie Maria Stevens riportate da Wikipedia: "Osservando i cromosomi di diversi insetti, identificò che in alcune specie i cromosomi erano differenti tra i due sessi".

Se ancora oggi, le donne che fanno ricerca faticano a godere delle stesse opportunità concesse ai loro colleghi uomini, figuriamoci quali e quante potessero essere le difficoltà da fronteggiare nel secolo passato. Scoprì anche che le differenze osservabili nei cromosomi si potevano collegare a differenze osservabili degli attributi fisici, come il sesso. Anche lei fu colpita dell'effetto Matilda: la sottovalutazione dei risultati scientifici conseguiti dalle donne. Nel 1903 Stevens, tornata negli Stati Uniti, completò il dottorato di ricerca a Bryn Mawr, dove rimase a lavorare fino al 1912, quando morì per un tumore al seno.

Nettie Stevens terminò il suo studio nell'aprile del 1905, e lo inviò alla Carnegie Institution of Washington, che lo pubblicò nel mese di settembre con il titolo "Studies in spermatogenesis with especial reference to the accessory chromosome".

Spesso accade che le più grandi scoperte si fanno quasi per caso. Scrivendo un suo necrologio su Science, Morgan la descrisse piuttosto come una tecnica di laboratorio che come una scienziata; ventuno anni dopo, Morgan fu premiato col Nobel in medicina.

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