Lunedi, 11 Novembre, 2019

Salvataggio Banca Monte dei Paschi di Siena: il piano del governo

Le sofferenze bancarie Le sofferenze bancarie
Esposti Saturniano | 08 Luglio, 2016, 05:17

La situazione obbliga ad intervenire.

Il processo di cessione, in perdita dati i prezzi scontati che MPS è praticamente costretta ad applicare, verrà coperto da un aumento di capitale. Dei 47 miliardi di euro di crediti deteriorati iscritti a bilancio, una buona parte andrà venduta a un nuovo fondo (dopo Atlante potrebbe vedere la luce Giasone) capitalizzato con 5-6 miliardi. E la tempesta sulla MPS non finirà finché non sarà trovata una soluzione per ridare stabilità all'istituto e fiducia a investitori e clienti. Nella sentenza si dichiara "l'inefficacia nei confronti del ricorrente del contratto di cessione di ramo d'azienda stipulato in data 30 dicembre 2013, nella parte in cui dispone il trasferimento presso Fruendo del suo rapporto di lavoro, e, per l'effetto, dichiara la continuità del rapporto di lavoro del ricorrente alle dipendenze della Banca Monte dei Paschi di Siena per il periodo successivo al 30 dicembre 2013". Questa, secondo quanto appreso dall'ANSA, l'indicazione contenuta nella risposta del Cda di Mps alla Bce, in cui si conferma a Francoforte la volontà di incrementare la vendita di Npl al 2018 da 5,5 a 10 miliardi di euro. La stessa domanda senza risposta che si fanno in tanti anche a Siena.

Insomma la partita per salvare Mps - e con lei l'intero sistema bancario - si preannuncia lunga. A quel punto il governo - grazie all'ormai noto articolo 32 della direttiva sulle risoluzioni bancarie - sarebbe pronto a lanciare la sua ciambella di salvataggio sottoscrivendo (potrebbe essere con un bond) ciò che il mercato rifiuterà.

Le nuove risorse, spiega La Repubblica, "arriverebbero in parte da Atlante (1,7 miliardi ancora a disposizione), dalla Sga (bad bank dell'ex Banco di Napoli) per circa 500 milioni e ancora dalla Cassa depositi e Prestiti (Cdp) e da altre casse previdenziali e banche che volessero partecipare".

Nella speranza che una indagine efficace e tempestiva possa individuare e sanzionare il responsabile di tale violazione (turbativa di mercato o aggiotaggio), si stanno creando le condizioni per un intervento risolutivo a favore delle banche italiane idoneo a rassicurare risparmiatori ed azionisti. I primi però hanno 4,3 miliardi di sofferenze lorde su 26 miliardi di crediti totali, per i secondi le sofferenze viaggiano a quota 44 miliardi su 113 miliardi di crediti totali.

Alla fine Siena, nel giugno-luglio 2011 fece una ricapitalizzazione complessiva di 3 miliardi di euro, tra contanti e capital management, sempre ossessionata dal controllo politico sulla banca piuttosto che preoccuparsi della sua solidità.

Sono tempi duri per gli obbligazionisti subordinati, specie quelli di MPS, che tremano al solo pensiero di essere le prossime vittime del primo caso di bail-in applicato in Italia, dopo il salvataggio pubblico delle quattro banche nel novembre scorso (Banca Etruria, Banca Marche, Carife e CariChieti). Secondo il Corriere della Sera, "appare scartata, secondo due fonti a conoscenza del dossier, l'ipotesi alternativa di un'emissione di obbligazioni ("Padoan-bond") perché rappresenterebbero comunque un debito da restituire, per di più a tassi molto elevati".

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