Вторник, 12 Декабря, 2017

Le malattie che colpiscono le donne che lavorano troppo

Le malattie che colpiscono le donne che lavorano troppo Le malattie che colpiscono le donne che lavorano troppo
Machelli Zaccheo | 23 Июня, 2016, 05:11

Mettendo in correlazione gli orari di lavoro e i problemi di salute comparsi al giro di boa dei 40 e 50 anni, è emerso che le donne che lavorano per più di 60 ore a settimana, a distanza di trent'anni vedono triplicare le probabilità di sviluppare di diabete, cancro, malattie cardiovascolari e artrite: il rischio inizia a salire una volta superate le 40 ore lavorative settimanali e si impenna in maniera più decisa quando si va oltre le 50 ore.

La donna non lavora solo a casa, sempre più difficile conciliare lavoro e famiglia e c'è bisogno di un aiuto almeno da parte degli Stati, altrimenti la qualità della vita non potrà che peggiorare. Il professor Allard Demba, autore principale dello studio, ha dichiarato: "Le donne non si rendono conto che il troppo lavoro, potrà danneggiare gravemente la loro salute nel futuro". Le più stacanoviste dal punto di vista professionale rischiano infatti di pagare un prezzo salato in termini di salute: sono più esposte delle coetanee a seri problemi, inclusi tumori e cardiopatie. Questa differenza di risultati tra uomini e donne viene spiegata dai ricercatori col fatto che le donne devono conciliare il lavoro anche con il menage familare e le faccende domestiche e quindi soffrono particolarmente di un aggravio del lavoro in ufficio. Si parla di patologie croniche e sesso femminile e secondo lo studio apparso sul 'Journal od Occupational and Environmental Medicine' è proprio la donna a subire questo genere di malattie degenerative mentre il sesso maschile è meno esposto a questo rischio. "Le donne di 20-30 e 40 anni inconsapevolmente stanno aprendo la strada" a una serie di problemi "più avanti negli anni".

Gli uomini che lavoravano più a lungo avrebbero invece visto aumentare il rischio di artrite, mentre quelli che lavoravano dalle 41 alle 50 ore settimanali avrebbero visto ridursi il rischio di malattie cardiache, malattie polmonari e depressione. E non è detto che i problemi si manifestino subito, per lo studioso "le persone non pensano a come le loro prime esperienze professionali possono influire sulla salute nel corso della vita". Insomma, più stress meno salute.

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