Вторник, 12 Декабря, 2017

Troppi batteri resistenti agli antibiotici In Italia sono a rischio i neonati

Batteri resistenti agli antibiotici ad essere più esposti al rischio sono i neonati Sin lancia l'allarme Troppi batteri resistenti agli antibiotici In Italia sono a rischio i neonati
Machelli Zaccheo | 19 Июня, 2016, 22:01

Agenpress - Una delle principali cause di mortalità in epoca neonatale è costituita dalle infezioni, contro le quale gli antibiotici rappresentano la difesa più importante ed efficace a meno che non si sviluppino nel neonato batteri antibiotico-resistenti.

Come per altre campagne informative, anche la Società italiana di neonatologia spiega che il miglior modo per cercare di attenuare il problema sia quello di informare sul corretto uso degli antibiotici e soprattutto nel sensibilizzare contro l'abuso che se ne fa.

La sempre più frequente presenza di microrganismi multiresistenti - afferma la SIN - rappresenta un pericolo estremamente serio per i neonati e trovare soluzioni adeguate è una delle sfide prioritarie dei prossimi anni, che necessita dell'impegno delle case farmaceutiche e del rafforzamento della prevenzione, anche attraverso la regolamentazione dell'utilizzo ospedaliero degli antibiotici. Nel 2012 quasi sette milioni di neonati sono stati sottoposti a trattamento per patologie infettivee.

Il problema è molto grave perché rischia di riportarci indietro di molti decenni, quando gli antibiotici non esistevano e le morti per quelle che oggi sono banali infezioni erano numerose.

Secondo lo European centre for disease prevention and control, infatti, il nostro Paese è al quinto posto per utilizzo giornaliero di antibiotici dopo *Grecia, Francia, Lussemburgo e Belgio; a tal riguardo è importante limitare la compara, modificare il modo di trattare le infezioni ed il modo di utilizzare i farmaci antimicrobici.

Dei 4 milioni di decessi in epoca neonatale che avvengono ogni anno nel mondo, il 36% (circa 1,4- 1,5 milioni) sono causati da patologie infettive.

 Senza dubbio un valido aiuto potrebbe arrivare direttamente dai governi i quali potrebbero promuovere la scoperta di nuove molecole attraverso programmi di ricerca e stabilendo accordi con le case farmaceutiche.

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