Lunedi, 17 Giugno, 2019

In Italia senza licenza 1 software su 2

Bsa Nonostante il calo è ancora pirata un software su due Bsa Nonostante il calo è ancora pirata un software su due
Acerboni Ferdinando | 26 Mag, 2016, 12:31

Secondo i dati della Global Survey della Business Software Alliance (Bsa), che si occupa di software a livello mondiale, nel bel paese fino a cinque anni fa un software su due installato sul computer era piratato, e quindi reperito illegalmente.

Il calo, spiega Bsa, è arrivato grazie alla progressiva maturazione del mercato dell'Ict in Italia e la tendenziale riduzione della base installata e delle vendite di nuovi computer, a fronte di un incremento dell'impiego di software in modalità subscription e di servizi SAM (software asset management). Dunque, l'Italia porta a casa un "buon" 45% indicando un calo del 2% e, al contempo, batte tutti gli Stati dell'Europa Occidentale che, nel complesso, si fermano alla soglia del 28%. La circolazione di software pirata è passata dal 47% del 2013 al 45% della ricerca attuale. "È un risultato che ci fa molto piacere in quanto premia il lavoro svolto dal BSA nel nostro Paese in questi anni", commenta Paolo Valcher, presidente del Comitato italiano del BSA, che parla comunque di "dato inaccettabile per una nazione evoluta e moderna quale l'Italia", e anche di ulteriore "freno alla ripresa della nostra economia e dell'occupazione qualificata".

Più in generale, la ricerca parla di un tasso di illegalità nel software stimato al 39 per cento a livello mondiale, in calo dal 43 per cento rispetto alla precedente edizione della ricerca, nel 2013.

"Come sottolinea il rapporto, è cruciale che un'azienda sia ben consapevole di che software è installato sulla sua rete", osserva Victoria Espinel, presidente e CEO di BSA. "Sappiamo che molti CIO ignorino, spesso, la reale composizione del pacchetto software installato così come la sua possibile legalità".

È stima dei CIO che circa il 15% dei dipendenti carichino software pirata sulle reti aziendali al di fuori del loro controllo, ma tale stima è sicuramente ottimistica: infatti il 26% dei medesimi impiegati - quasi il doppio di quella cifra - ammettono di praticare comportamenti illegali col PC aziendale.

Essi stessi ammettono che una delle principali motivazioni dell'impiego di software originale e legale è proprio l'evitare minacce alla sicurezza dei sistemi aziendali. A seguire l'Europa Centro-Orientale con il 58%; e, infine, l'Africa e il Medio Oriente con il 57%.

BSA sostiene che in Italia la pirateria sia calata del 2%. Il primato per il tasso di software illegale più basso è del Nord America con il 17%.

In Europa Occidentale il tasso d'illegalità è sceso di un punto, assestandosi al 28% (come sopra anticipato).

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