Mercoledì, 24 Luglio, 2019

Sanità, addio alle guardie mediche. Di notte resta solo il 118

Sanità, addio alle guardie mediche. Di notte resta solo il 118 Sanità, addio alle guardie mediche. Di notte resta solo il 118
Machelli Zaccheo | 10 Mag, 2016, 05:02

Ma, con l'abolizione della figura della guardia medica le cose potrebbero ritorcersi contro, dato che i pazienti potrebbero essere invitati o obbligati a recarsi proprio ai Pronto Soccorso anche di notte, con il rischio di ricreare le spiacevoli situazioni che si è cercato di evitare durante la giornata.

La decisione di rendere operativi gli studi medici dalle 8 alla mezzanotte, 7 giorni su 7, è mirata alla riduzione del sovraffollamento nei pronto soccorso ma è stata accolta con immenso sfavore soprattutto dai cittadini dei piccoli comuni della periferia, spesso lontani dai principali ospedali e di conseguenza costretti a percorrere anche diversi chilometri in caso di emergenza.

Una riforma che non piace ai sindacati dei medici del territorio, che da tempo chiedono al governo di: "Non spegnere le luci all'assistenza medica notturna".

Con il Sindacato dei medici italiani, scenderanno in piazza anche Cgil-Cisl-Uil, Simet, una delegazione dell'Anci piccoli comuni (dove si teme possa diventare molto complicato essere certi dell'assistenza) e associazioni di consumatori. La riforma prevede che gli studi medici restino aperti per 16 ore dalle ore 8,00 alle ore 24,00 ininterrottamente.

"Senza il filtro della guardia medica tutto verrà scaricato su un 118 che, a sua volta, sarà costretto a intasare i Pronto Soccorso, già al collasso", denuncia la segretaria Generale Smi, Pina Onotri. La sanità è un sistema di vasi comunicanti: "se scende l'offerta da un lato, c'è bisogno di aumentarla dall'altro".

Insomma, secondo i sindacati, il nuovo atto "riduce di fatto l'assistenza della medicina generale da 24 ore su 24 a 16 ore nei giorni feriali e a 12 ore il sabato e i festivi, delegando tutti gli interventi sanitari, dai codici bianchi ai codici rossi, al sistema di emergenza urgenza 118, dalla mezzanotte alle 8 nei giorni feriali e dalle 20 alle 8 nei giorni di sabato e festivi".

"Si elimina - denuncia la Cgil - chi è incaricato di visite domiciliari e consulenze telefoniche che possono risolvere il problema, evitando di andare in ospedale" e "si prevede di utilizzare il 118 per andare a vedere una febbre, un mal di pancia, un mal di schiena, con il rischio di lasciare scoperto quel paziente a cui il 118 può salvare la vita". "Inoltre per qualunque malore notturno il cittadino rischia di andare al pronto soccorso".

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