Domenica, 07 Marzo, 2021

Mitsubishi ammette le manipolazioni dei test in Giappone

Esposti Saturniano | 01 Mag, 2016, 08:27

Il nuovo scandalo, che ha già fatto crollare del 15% i titoli del colosso nipponico alla borsa di Tokyo, si scatena dopo neanche un anno dal Dieselgate che ha travolto Volksvagen. Ad ammetterlo, questa mattina, il presidente del gruppo, Tetsuro Aikawa, che insieme agli altri manager si è inchinato profondamente prima dell'inizio della conferenza stampa per eprimere le proprie scuse.

Dopo Volkswagen, accusata di aver falsificato i test sulle emissioni delle auto diesel, Mitsubishi ha annunciato "irregolarità" nelle analisi per stabilire i valori di particelle inquinanti rilasciate dalle sue vetture. La casa automobilistica giapponese ha ammesso di aver alterato dati relativi alla pressione dei pneumatici durante i test di quattro modelli per migliorarne l'efficienza energetica. "Esprimiamo profonde scuse a tutti i nostri clienti e stakeholders".

Si alza nuovamente la bufera intorno al Dieselgate, stavolta nell'occhio del ciclone è finito un grande produttore giapponese, Mitsubishi.

Consistente il numero di veicoli coinvolti: si tratta di 625mila auto prodotte dalla metà del 2013, comprese 468mila assemblate per la Nissan.

Mitsubishi, da parte sua, avvierà delle indagini interne per capire i responsabili, oltre che per chiarire quali tra le vetture incriminate sono state spedite all'estero. "Abbiamo deciso - ha aggiunto - di arrestare la produzione e la vendita dei modelli coinvolti". Per evitare che lo scandalo si propaghi a macchia d'olio e che finiscano sotto la lente d'ingrandimento anche altre auto del marchio, è stato assicurato che sarà nominato un comitato di esperti terzi per la verifica delle modalità di rilevazione su tutta la gamma.

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