Mercoledì, 23 Ottobre, 2019

Panama Papers, il secondo umbro nella lista del Mossak Fonseca

Esposti Saturniano | 28 Aprile, 2016, 21:01

Notate come, dopo oltre un mese in cui il giornale pubblica nomi e cognomi dando grande risalto allo scandalo sul paradiso fiscale, questa volta si premuri subito di spiegare che è tutto a posto, nessuna magagna, tutto è stato fatto con la massima trasparenza, cortesia e cordialità.

"Tra i nomi in chiaro, - scrive il settimanale - i Panama Papers riportano quello di Rodolfo De Benedetti, collegato alla McIntyre holding Ltd, registrata nel 1995 a cura di Mossack Fonseca nel paradiso fiscale delle Isole Vergini Britanniche".

Tra i nomi più in vista spunta quello di Rodolfo De Benedetti, figlio di Carlo De Benedetti e presidente del gruppo Cir, la holding che controlla lo stesso gruppo editoriale L'Espresso. Siamo nell'ambito dell'inchiesta che, nel linguaggio giornalistico internazionale, è stata battezzata 'Panama Papers'. I giornalisti del settimanale, analizzando e incrociando i dati dell'archivio (composto da 11 milioni di file) hanno scovato anche una società delle Isole Vergini amministrata in passato da De Benedetti jr. "Per quanto mi riguarda", dichiara De Benedetti, "non sono mai stato azionista né beneficiario economico di McIntyre holding".

L'elenco comprende poi l'immobiliarista Daniele Bodini, il costruttore napoletano Raffaele Raiola, noto "anche per aver rilevato una parte delle attività della Btp del fiorentino Riccardo Fusi, figura tra gli amministratori della Dishford delle Seychelles". "Infine, ritengo opportuno sottolineare che da sempre dichiaro tutti i miei redditi e pago le tasse in Italia". La racconta Mario Gerevini sul Corriere, secondo cui "era domiciliata e si appoggiava per varie pratiche amministrative allo studio panamense Mossack Fonseca ma era gestita dai Segre, i commercialisti torinesi di fiducia". Va detto che in molti casi, per la precisione 481, è stato impossibile risalire all'identità dei reali titolari delle offshore.

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