Giovedi, 04 Marzo, 2021

Via libera del Parlamento al Def, "il governo apra alla pensione anticipata"

Via libera del Parlamento al Def, Via libera del Parlamento al Def, "il governo apra alla pensione anticipata"
Esposti Saturniano | 28 Aprile, 2016, 12:46

Lo afferma il sottosegretario Tommaso Nannicini in un'intervista al Messaggero.

Va ricordato che il tema della flessibilità, come tema da approfondire, sia rinvenibile nello stesso DEF. Nella Sezione III - Programma Nazionale di Riforma, si prevede infatti tra l'altro che il Governo valuterà, "nell'ambito delle politiche previdenziali, la fattibilità di interventi volti a favorire una maggiore flessibilità nelle scelte individuali, salvaguardando la sostenibilità finanziaria e il corretto equilibrio nei rapporti tra generazioni, peraltro già garantiti dagli interventi di riforma che si sono susseguiti dal 1995 ad oggi".

PENSIONI ANTICIPATE, FLESSIBILITA' IN USCITA, RIFORMA LEGGE FORNERO - Nell'intervista al Messaggero Nannicini ha parlato anche di pensioni anticipate: "Potrebbe essere leggermente penalizzato chi esce spontaneamente mentre si dovrebbero prevedere aiuti ai disoccupati".

Banche in default, chi riceverà gli indennizzi: Venerdì 29 aprile dovrebbe arrivare l'atteso decreto legge che regolerà con criteri automatici i rimborsi relativi ai risparmi persi dai clienti dei quattro istituti in default:Banca Marche, Carichieti, Carife e Banca Etruria. Sulla flessibilità in uscita "non è facile far quadrare i conti pubblici - ha concluso Nannicini - e stiamo ragionando su come procedere". La seconda è quella di chi ha necessità di andare in pensione anticipatamente, in quanto ha perso il lavoro e non ha ancora i requisiti d'uscita. L'unico modo per scendere sotto queste cifre è quello di trovare una soluzione tecnica che non cambi nulla per il pensionato che chiede l'anticipo all'Inps, ma in forza della quale una parte dell'anticipo verrà intermediata dal sistema finanziario. E pure l'impatto sui saldi di finanza pubblica sarebbe quasi definito: circa un miliardo, molto meno dunque dei 5-7 miliardi che sarebbero serviti per coprire nei primi anni le altre proposte parlamentari e più vicino, invece, agli 1,4 miliardi necessari per coprire l'avvio dello schema proposto dall'Inps nel documento "Non per cassa ma per equità" dell'anno passato e in cui si immagina un'uscita anticipata per circa 30mila persone l'anno in fase di prima applicazione. In sintesi non sarebbe lo Stato a versare l'anticipo, ma si limiterebbe a coprire una parte dei costi con un'assicurazione a garanzia del rischio morte.

La flessibilità e l'occupazione giovanile "non sono del tutto connessi". Il secondo obiettivo era creare occupazione di qualità, stabile.

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