Mercoledì, 21 Agosto, 2019

Chernobyl 30 anni dopo: storie di solidarietà di Monza e Brianza

Chernobyl 30 anni dopo: storie di solidarietà di Monza e Brianza Chernobyl 30 anni dopo: storie di solidarietà di Monza e Brianza
Machelli Zaccheo | 27 Aprile, 2016, 09:05

Da anni anche l'Isola fa la sua parte nel sostenere il popolo bielorusso dopo l'incidente della centrale nucleare: con il 'Progetto Chernobyl' tantissime famiglie sarde hanno dato la disponibilità a ospitare bambini e ragazzi in arrivo dai luoghi contaminati. Quando avvenne nella centrale atomica, situata a 120 chilometri da Kiev, uccise direttamente 31 persone nell'esplosione, ma il numero di morti da allora per malattie genetiche, malformazioni degli organi interni e cancro, pare che sia di circa mezzo milione.

"Ma Chernobyl e' stata dieci volte peggio di Fukushima- precisa il direttore esecutivo di Greenpeace- questo fa capire che si e' andati anche oltre le possibili immaginazioni".

Il 26 aprile 1986 i tecnici della centrale nucleare di Chernobyl si prepararono ad un test a cui sottoporre gli impianti di sicurezza della loro centrale. Gli europei lo seppero due o tre giorni dopo, con le nuvolette disegnate nelle grafiche dei tg che annunciavano il divieto di consumo di latte e verdure. Il ritardo nella costruzione della struttura, che doveva essere ultimata nel 2015, è legato alla difficoltà nel reperimento dei fondi: alla fine dell'anno scorso il Chernobyl Shelter Fund aveva raccolto 1,3 miliardi di dollari, ma negli anni i costi sono saliti a 2,4 miliardi. Il coperchio non deve diventare la scusa per mettere un punto sulle domande che non hanno ancora una risposta. Quei bambini che, nell'età dello sviluppo, sono i più esposti agli effetti delle sostanze radioattive che possono provocare gravi malattie, spesso tumorali.

- Egitto: la polizia ha disperso con gas lacrimogeni dei manifestanti che protestavano contro il presidente Abdel Fattah al Sisi. A trent'anni dal disastro non vi è ancora accordo sul numero delle vittime dirette causate dall'incidente nucleare: l'Onu ha promosso un tavolo istituzionale, denominato Chernobyl Forum, al quale hanno preso parte l'Oms, i ministeri della sanità di Russia, Bielorussia e Ucraina, la Iaea, che ha prodotto un rapporto sul numero delle vittime dirette, che risulta molto meno drammatico di quanto la sensazione collettiva si aspettasse; Il rapporto del Chernobyl Forum è stato però contestato dal gruppo del Partito Verde Europeo del parlamento europeo (e da vari gruppi ambientalisti) che ha stilato un rapporto alternativo denominato TORCH: nel rapporto del Chernobyl Forum sono riconosciute in 4065 le mortalità certe + presunte; nel rapporto Torch ne sono riconosciute 9.000.

E del resto la televisione sovietica (c'era ancora l'Urss...) se la prendeva comoda, a queal tempo, se le notizie da dare andavano al di là della sfida all'imperialismo americano. Un disastro che, secondo molti studiosi, è stato più devastante di Fukushima. "E a me piace appunto questa Italia che non si occupa soltanto di se stessa ma si occupa del futuro pensando agli altri". Un luogo dall'aspetto meraviglioso ma spettrale: ai numerosi divieti (di caccia, pesca, di raccolta di funghi, di tagliare e bruciare legna), si uniscono i cartelli di pericolo nucleare e un posto di blocco fisso 24 ore su 24 della polizia che ne impedisce l'accesso, se non dopo una lunga trafila di permessi. Un ovattato silenzio accompagna inoltre il tempo passato tra le rovine abbandonate di tutta la zona d'alienazione. Ad oggi nessun Paese ha realizzato il famoso deposito geologico definitivo dove conservare i rifiuti ad alta radioattività. Da qui l'incendio delle barre di grafite (sono fatte di carbonio e il carbonio prende fuoco spontaneamente oltre i 410 gradi centigradi) che servono a tenere sotto controllo il flusso di radiazioni all'interno del reattore e l'esplosione che provocò una fuoriuscita di particelle radioattive, in particolare il cesio.

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