Mercoledì, 26 Giugno, 2019

Chernobyl oggi: 30 anni dopo su Google Maps la zona del disastro

Un corvo sopra a un cartello con la scritta “Pericolo radiazioni”. Fonte Reuters Un corvo sopra a un cartello con la scritta “Pericolo radiazioni”. Fonte Reuters
Machelli Zaccheo | 27 Aprile, 2016, 09:04

Comincia così il ricordo di Ermete Realacci, oggi deputato del Partito democratico e presidente della Commissione Ambiente della Camera, dell'incidente alla centrale nucleare di Chernobyl. Quando avvenne nella centrale atomica, situata a 120 chilometri da Kiev, uccise direttamente 31 persone nell'esplosione, ma il numero di morti da allora per malattie genetiche, malformazioni degli organi interni e cancro, pare che sia di circa mezzo milione. Ha trascorso in Ucraina lunghi periodi, in particolare nella regione Polesia, al confine con la Bielorussia, tra i poleshchuki, la popolazione più colpita dall'incidente della centrale nucleare.

Una commemorazione ha avuto luogo nella città di Slavutish, situata a 50 chilometri dell'impianto, ma all'esterno della "zona di esclusione" di 30 km, intorno all'epicentro del disastro, avvenuto mentre la centrale stava effettuando un esperimento definito come test di sicurezza. Gli europei lo seppero due o tre giorni dopo, con le nuvolette disegnate nelle grafiche dei tg che annunciavano il divieto di consumo di latte e verdure.

IL SECONDO SARCOFAGO. A diverse centinaia di metri dall'edificio principale, un gigantesco cantiere accoglie la costruzione del secondo sarcofago, il grande arco di acciaio, piombo e altri materiali che dovrà garantire che il reattore 4 non emetta radiazioni per almeno un secolo.

Gli isotopi radioattivi liberati a seguito dell'incidente del 1986 sono ancora presenti nel terreno e di conseguenza anche gli alimenti finiscono per esserne contaminati.

Sulla sinistra il sarcofago costruito per ricoprire l’edificio dove si trova il reattore esploso. Fonte Reuters
Sulla sinistra il sarcofago costruito per ricoprire l’edificio dove si trova il reattore esploso. Fonte Reuters

A ricordare che la conta delle vittime non è mai stata portata a termine è Greenpeace: "Tutta colpa di un follow up sanitario interrotto nel 2005 per mancanza di fondi", spiega Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo dell'associazione per l'Italia, facendo un bilancio - ancora indicativo purtroppo - di quel drammatico 26 aprile 1986.

Le cause che tardano la rielaborazione del disastro sono dovute a più fattori: la tragedia si è abbattuta in una zona rurale dove non c'erano e non ci sono gli strumenti per sviluppare un attivismo politico capace di interrogare il governo e l'area dopo il disastro è diventata svantaggiata economicamente e socialmente, il che rende difficile trovare con evidenza una connessione diretta con le patologie legate alla tragedia. Nel 1986 a Chernobyl vi erano circa 13 mila abitanti, nel 2016 sono circa 700 persone a risiedere nella cittadina.

Trent'anni dopo una serie di analisi dimostrano che la situazione è ben più grave rispetto a quella fotografata nel 1991. E poi i cosiddetti biorobot, uomini reclutati da ogni parte dell'Unione Sovietica, col compito di salire sopra il tetto del reattore e rimuovere, a mano, i detriti radioattivi sparsi ovunque. Era una giornata di sole, tranquilla, ma già si respirava inconsapevolmente radioattività in massa. Nel caso peggiore, indicano alcune stime, il fumo potrebbe creare un rilascio di radioattività equivalente a un incidente di livello 6 sulla scala Ines (International nuclear events scale) che misura la pericolosità degli incidenti (Chernobyl e Fukushima sono al 7, il massimo). Il video si concentra sull'arco che riparerà il reattore danneggiato e che vedrà il completamento alla fine del 2017. E ancora oggi quelle popolazioni soffrono e sono alle prese con gravi disagi. "Nonostante i funghi siano il maggior ricettacolo di radionuclidi e ci sia quindi una discussione sull'inappropriatezza di andare a raccoglierli, l'attività è così sentita che spesso prevale sulla cautela". Sino al dicembre del 2015 il Chernobyl Shelter Fund ha collezionato effettivamente 1,3 miliardi di dollari, ne manca più di uno all'appello per coprire tutti i costi saliti negli anni a 2,4 miliardi di dollari.

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