Lunedi, 22 Luglio, 2019

Cala aspettativa vita, ma Veneto in vantaggio su media Italia

Cala l’aspettativa di vita in Italia Cala aspettativa vita, ma Veneto in vantaggio su media Italia
Machelli Zaccheo | 26 Aprile, 2016, 23:21

Lo afferma il rapporto Osservasalute, curato dall'Osservatorio Nazionale sulla salute nelle regioni italiane e presentato oggi a Roma.

L'aspettativa di vita degli italiani è in calo. Le percentuali più alte sono registrate al nord.

È stato pubblicato il Rapporto Osserva Salute 2015 inerente alla salute e alla qualità dell'assistenza sanitaria in Italia. Probabilmente su queste cifre incide anche lo stile di vita. Cala la sedentarietà: nel 2014 i sedentari sono circa 23 milioni e 500 mila, pari al 39,9% degli italiani. La Campania, invece, è la regione dove la speranza di vita è più bassa: 78,5 anni per gli uomini e 83,3 anni per le donne.

Gli italiani- sostiene il rapporto - sono meno sedentari e fumano di meno, ma aumentano gli obesi, la cui quota, nel periodo 2001-2014, è passata dall'8,5 per cento al 10,2 per cento. Sul fronte della prevenzione, inoltre, si nota la scarsa attenzione degli italiani alle vaccinazioni. Se nel 2013, per quelle obbligatorie (Tetano, Poliomielite, Difterite ed Epatite B) si registrava il raggiungimento dell'obiettivo minimo stabilito nel vigente Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV) - in accordo con le raccomandazioni dell'Oms - pari ad almeno il 95% di copertura entro i 2 anni di età, nel periodo 2013-2014 si registrano valori di copertura al di sotto dell'obiettivo minimo stabilito, pur rimanendo comunque al di sopra del 94%. Quadro critico per l'anti-influenzale: tra gli ultra 65enni, nell'arco temporale 2003-2004/2014-2015 la diminuzione ha raggiunto il 22,7%, passando dal 63,4% al 49 per cento.

La situazione si fa davvero allarmante leggendo quanto dichiarato a Repubblica Walter Ricciardi, direttore dell'Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane nonché presidente dell'Istituto superiore di sanità: "Abbiamo perso in 15 anni i vantaggi acquisiti in quaranta". Anche per quanton riguarda l'aspetto finanziamenti. Non solo il nostro Paese destina appena il 4,1% (dati dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico - OCSE) della spesa sanitaria totale alle attività di prevenzione, ma la prevenzione risulta la funzione più sacrificata anche a livello regionale, specie laddove vi è la pressione a ridurre i deficit di bilancio. Infatti, dagli indicatori riferiti all'erogazione dei LEA emerge che le Regioni in piano di rientro non rispettano gli standard stabiliti dal Ministero della Salute per le funzioni relative alla prevenzione. Due miliardi in meno, che hanno causato la riduzione e il blocco del personale sanitario e il contenimento dei consumi. Nel 2015 la speranza di vita per gli uomini era di 80,1 anni, 84,7 anni per le donne: un dato più basso rispetto al 2014 (80,3 anni per gli uomini e 85,0 anni per le donne). A spiegarle è sempre Ricciardi, che denuncia la "diminuzione delle risorse pubbliche a disposizione per la sanità e le esigue risorse destinate alla prevenzione e le persistenti iniquità". La differenza non è così concreta, ma segna l'inizio di un trend che, dovesse proseguire, potrebbe diventare pericoloso: si fa meno prevenzione, l'atteggiamento è generalizzato, vale per tutta Italia, senza differenze di sorta tra Settentrione e Meridione.

Secondo tale fonte, il fenomeno è legato ad una riduzione della prevenzione delle malattie.

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