Giovedi, 19 Settembre, 2019

Ipertrofia prostatica paziente centenario operato col laser verde

Deangelis Cassiopea | 25 Aprile, 2016, 20:41

È il caso del centenario operato di iperplasia prostatica che presentava anche problemi cardiovascolari ed era in cura con farmaci anticoagulanti e antiaggreganti, presupposti che avrebbero impedito un'operazione con i vecchi metodi invasivi. Bruno Frea, ordinario di Urologia all'Università di Torino e direttore della struttura complessa di Urologia universitaria A.O.U Città della salute e della scienza di Torino, Ospedale Molinette.

Ma non è tutto, dal momento che Greenlight tutela - anche - la potenza sessuale.

Si tratta di un laser al triborato di litio che ha permesso ai chirurghi di operare con successo il paziente di 100 anni in maniera completamente non invasiva, tant'è che nonostante la veneranda età dell'uomo in questione, una volta concluse le normali 24 ore di osservazione standard lui è potuto tornare a casa tranquillamente. Sebbene la maggior parte vengano condotte per via endoscopica, esse presuppongono comunque l'utilizzo di una anestesia totale che per molti malati non è contemplabile. Il laser verde è l'unico trattamento ad oggi in grado di trattare in sicurezza i pazienti con problemi di prostata inoperabili e costratti al catetere a vita. La nuova metodica Greenlight, sfrutta l'azione di un potente laser che vaporizza solo l'eccesso di tessuto prostatico, trasformandolo in vapore. La fibra laser, introdotta dal pene nell'uretra attraverso un sottile cistoscopio, vaporizza con estrema precisione l'area interessata senza provocare alcun sanguinamento, risolvendo l'ostruzione e ristabilendo una normale minzione. Il laser verde offre un'immediata risoluzione dei sintomi e della minzione, il ricorso al catetere per meno di 24 ore.

Lo stesso Frea ha evidenziato come nessun paziente sessualmente attivo ha sviluppato un'impotenza dopo l'intervento con Greenlight, questo perché il laser "non causa danni ai nervi dell'erezione e della continenza urinaria, in quanto agisce all'interno della ghiandola prostatica, non toccando la superficie".

L'Unità urologica torinese, 5.200 interventi all'anno e nota per l'uso di innovative tecniche chirurgiche mininvasive, è tra i centri di riferimento in Piemonte e in Italia per la cura dell'ipertrofia prostatica. Dal 7 novembre 1981, data in cui avvenne il primo intervento, sono stati eseguiti 2581 trapianti nell'adulto e 75 nei bambini. Il donatore più anziano aveva 88 anni, il più giovane ricevente soli 2 anni.

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