Mercoledì, 19 Giugno, 2019

"Battisti era fascista", e il professore le dà 4

Lucio Battisti e Mogol
Deangelis Cassiopea | 25 Aprile, 2016, 09:38

"Accosta il fascismo ai cantautori degli anni 60/70", scrive il professore, pensando di essere uno storico della musica. Perché Lucio Battisti, morto nel 1998, si è sempre pubblicamente tenuto lontano dalla politica, da ogni netta presa di posizione. "Ride", le parole scritte sul registro per giustificare la nota. Il docente di musica, dopo la domanda insolita della studentessa tredicenne, le dà quattro e pone una nota di demerito sul registro: "Superficiale". L'episodio è avvenuto, secondo quanto riportato dal Secolo XIX, in una scuola media della Valbisagno, quartiere di Genova.

A questo punto la vicenda continua all'interno delle mura domestiche, perché il brutto voto e la nota arrivano alle orecchie del padre della piccola il quale trasecola nel sentire che il porre una domanda sia un atto provocatorio ed ineducato; poi resta di sale quando si rende conto che il professore, invece di cogliere la palla al balzo per avviare un dibattito in classe, punisce e svilisce una giovane mente. "Battisti diceva di non interessarsi di politica, manegli anni in cui tutto veniva politicizzato alcune frasi come "boschi di braccia tese" o 'un mare nero", vennero interpretaticome richiami al fascismo. Ma non è mica una giustificazione, non ne ho bisogno: "io non sono mai stato fascista, e mio padre da anti-fascista non mi fece mai indossare la divisa da balilla". Sull'orientamento politico di Battisti se ne sono dette tante ma mai nessuno ha saputo provare veramente che l'artista fosse fascista.

Negli anni settanta la rivista l'"Italiano" di Pino Romualdi elogiava Lucio così: "Non si è lasciato intruppare fra gli pseudo-artisti di sinistra che si appoggiavano alla macchina propagandistica del partito comunista (...)". Si colpisce una bambina per una cretinata che ha sentito chissà dove. "Negli anni '60 e '70, o andavi in giro con il pugno alzato e cantavi Contessa, oppure eri fascista". Ma io e Lucio eravamo semplicemente disinteressati alla politica. Preferivamo raccontare il privato, anche se brani come Anima Latina erano molto sociali, e per questo siamo stati denigrati. A voler mettere i puntini sulle i, ci sarebbe da ricordare anche il ritrovamento dell'intera discografia di Battisti nel covo dove fu trattenuto Aldo Moro dalla Brigate Rosse, non proprio fascisti a partire dal nome.

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